Il nostro viaggio in Uzbekistan parte dall’aeroporto di Istanbul dove ci siamo fermati qualche giorno dato che non abbiamo trovato voli diretti dall’Olanda all’Uzbekistan. Abbiamo organizzato il viaggio da soli e ci siamo affidati ad una agenzia locale (Anur Tour) per i trasferimenti e per le guide turistiche locali.
Partiamo dal nuovo aeroporto IST di Istanbul che si trova nella zona europea, praticamente sulle rive del Mar Nero a circa 1h di taxi dal centro. La prima cosa che ci colpisce al gate e’ la praticamente assenza di turisti occidentali. Tutti i passeggeri hanno i tratti somatici delle popolazioni del centro Asia. Viaggiamo con Uzbekistan Airlines, e ci siamo trovati benissimo. Personale molto gentile che parla un inglese perfetto, aereo nuovo e molto pulito, pasto abbondante anche se decisamente pesante.
Arriviamo all’aeroporto di Urgench che e’ gia buio. L’aeroporto e’ piccolissimo, entriamo a piedi dalla pista all’unica stanza dell’aeroporto e fatta la immigration usciamo per cercare la macchina che l’hotel dove dormiamo questa sera dovrebbe averci mandato. In qualche modo la troviamo. Purtroppo l’autista non parla una parola di inglese per cui facciamo i 30minuti di macchina da Urgench a Khiva praticamente in silenzio. Arriviamo a Khiva con i minareti, le mura e la citta’ vecchia illuminata: uno spettacolo. La macchina ci lascia di fronte al nostro hotel
Hotel: Nazira Guest House
Indirizzo: Itchan Kala, 220900, Bo’yoqchilar 3, Uzbekistan
Non abbiamo soldi contanti per pagare l’autista ma se ne occupa il padrone della Guest House. Mettiamo le valigie nelle camere ed usciamo subito a vedere Khiva illuminata. Non riusciamo a prelevare agli ATM di Khiva per cui saltiamo la cena e dopo un breve giro torniamo in hotel a dormire.
La colazione alla Guest House Nazira e’ molto buona anche se molto differente da quelle occidentali. Tanti piatti, sia caldi che freddi e tutti buoni. Incontriamo altri turisti, tra cui anche italiani.
Al piano terra della Guest House incontriamo la nostra guida come concordato con Anur Tour. Per prima cosa cerchiamo di prelevare qualcosa e ci riusciamo sia in un ATM appena fuori le mura che in un ufficio cambio, poi facciamo i biglietti per visitare la citta’ vecchia.
Iniziamo dalla Mohammed Amin Khan Madrassah ed il suo minareto Kalta Minor Minaret che e’ il simbolo di Khiva.

Entriamo poi nella antica fortezza di Khiva, la Kuhna Ark e qui scopriamo che tantissime gemme di Khiva sono in realtà “nascoste” nei cortili interni. Ogni volta che giriamo un angolo e’ una sorpresa. Ci sono palazzi interi coperti di maioliche colorate. Visitiamo anche una mostra sull’impatto dell’occupazione russa nel XX secolo di queste regioni ed è’ particolarmente interessante perche’ sono storie che in Europa praticamente non si conoscono.

Usciamo poi per le vie di Khiva che e’ a tutti gli effetti un museo all’aria aperta. I monumenti sono stati restaurati, le case convertiti in negozi, ristoranti, guesthouses ma tutto nel rispetto del loro aspetto originale. Ci sono tante botteghe che lavorano ancora con metodi tradizionali. Visitiamo una bottega in cui vengono fatti i tappeti a mano. Ma soprattutto ci fermiamo a vedere come viene fatto il Nan, il famoso pane uzbeko, che ovviamente compriamo e mangiamo, e di cui ci innamoriamo subito.
Visitiamo poi la moschea Juan, la piu’ antica di Khiva con i suoi caratteristici piloni in legno e poi proseguiamo per la Islam Khoja Madrasa ed il Khoja Marinet; qui assistiamo anche ad un matrimonio locale. Chiudiamo la visita con il Toshhovil Palace che e’ a dir poco spettacolare. Ancora una serie di cortili decorati uno piu’ bello dell’altro.

Salutiamo la nostra guida con cui ci siamo trovati molto bene. Era una insegnante di inglese in pensione che non solo ci ha spiegato i monumenti ma che ci ha raccontato come e’ vivere oggi in Uzbekistan ma anche come era durante l’occupazione russa.
Sono le 2 di pomeriggio e siamo decisamente affamati. Appena fuori le mura troviamo un piccolo ristorante con tanti locali e pochi turisti. Mangiamo del kebab, delle zuppe e del plov. Sara’ che avevamo fame ma tutto buono.
A questo punto decidiamo di stare un poco fuori dalle mura della città’ vecchia ed il panorama e’ decisamente differente, quello che ci si aspetta da una nazione che per decenni e’ stato sotto l’influenza sovietica: case tutte uguali, pochissime insegne. Rientriamo nella citta’ vecchia in un bazar pieno di bancarelle e visitiamo una zona dove non eravamo passati con la guida. Poi visto che il sole sta tramontando decidiamo di vedere il tramonto dalle mura.

Dopo un piccolo riposo in albergo usciamo con le luci. Se di giorno Khiva e’ bellissima, di sera lo e’ ancora di piu’. I monumenti sono illuminati molto bene. La citta’ vecchia rimane molto viva. Mangiamo al ristorante Zarafshon e mangiamo benissimo; non sappiamo bene cosa abbiamo mangiato, ma davvero molto buono.
Oggi dobbiamo lasciare Khiva. Dopo aver fatto ancora una volta una ottima colazione alla Guest House Nazira incontriamo l’autista che avevamo prenotato tramite Anur Tour. Da Khiva si può anche prendere il treno ma gli orari erano molto scomodi e dato che abbiamo pochissimi giorni abbiamo deciso di optare per il tragitto in macchina. Zero inglese ma qualche parola di tedesco dato che l’autista ha vissuto qualche anno in Germania, per cui riusciamo a comunicare.
Il viaggio e’ molto lungo e quasi interamente nel deserto. Passato il fiume Amu Daria, su cui si passa su un ponte con ancora gli stemmi russi comincia il deserto. Facciamo una sosta veloce quando costeggiamo il confine con il Turkmenistan ma alla fine per arrivare a Bukhara ci vogliono circa 6 ore. La prima sensazione, ancora dalla macchina, e’ di una vera e propria citta’ e non di un paesone come Khiva. Troviamo il nostro B&B dove abbiamo prenotato 2 notti.
Hotel: B&B Sarrafon
Indirizzo: QCC9+WRP, Bukhara, Uzbekistan
Si trova proprio in centro. Posto molto carino, semplice e come in tutto l’Uzbekistan, pulitissimo. Di giorno funziona anche come the house Il padrone parla qualche parola di inglese, tutti gli altri assolutamente niente.
Abbiamo decisamente fame. A due passi dall’hotel ci sono dei piccoli bar che guardano il piccolo stagno Lyabi Khauz. Ci fermiamo e prendiamo The e Samsa, da provare assolutamente!
E poi cominciamo a girare a piedi. Domani mattina incontreremo la guida per cui oggi giriamo in modo del tutto casuale, passando dai mercati coperti, dal Registan e fino alla Cittadella.
Verso sera cerchiamo qualcosa da mangiare e finiamo a Old Bukhara. Forse la cena peggiore della vacanza, un discreto Kebab e niente di piu’. Poi torniamo a vedere il Registan illuminato.
La colazione al B&B Sarrafon e’ ottima e abbondante. Mentre facciamo colazione arriva la nostra guida, una ragazza giovane, di Bukhara ed incredibilmente innamorata della sua citta’.
Cominciamo il giro della citta’ passando per la Nodir Devonbegi Madrasa e per il quartiere ebraico. Ci fermiamo poi in un negozio dove vengono prodotte le marionette che sono molto famose qui a Bukhara e assistiamo anche ad un piccolo spettacolo, un meritato break tra una Madrasa e l’altra per il figlio piu’ piccolo. Visitiamo la Sinagoga e la residenza privata di un abitante uzbeko di origine ebraica.
Andiamo verso la Cittadella e l’Arco di Bukhara.

Dall’alto di questa cittadella fortificata si gode un bellissimo panorama sulla citta’. Proprio di fronte all’Arco si trova là Bolo Hauz Mosque che visitiamo proprio nel momento della preghiera del venerdì. Se da una parte questo ci ha impedito di visitarla, dall’altro e’ stato interessante osservare un pezzo della vita quotidiana.
Torniamo verso il centro per visitare il vero gioiello di Bukhara: la Kalan Mosque e il Kalon Minaret. Sono bellissimi.
Salutiamo la nostra guida e ci fermiamo, come ieri, a mangiare qualcosa vicino a Lyabi Hauz, ma questa volta in un posto diverso.
Poi andiamo nella parte “meno” turistica di Bukhara alla ricerca del Chor Minor, una piccola Madrasa caratterizzata da quattro torrette con la cupola smaltata e ad un negozio di memorabilia sovietiche che avevamo letto esserci in questa zona. Lo troviamo e ci perdiamo a vedere gli antichi poster di Lenin, i rubli, divise militari e spille: davvero un salto indietro nel tempo.
La sera seguiamo le indicazioni della nostra guida ed andiamo a mangiare a Chinar.
Ristorante: Chinar
Indirizzo: Mehtar Ambar St. Bukhara, Uzbekistan
Cibo buono, ma non eccezionale. La cosa piu’ carina e’ stato vedere i festeggiamenti per un matrimonio. Poi ultimo giretto. Il Registan non e’ illuminato come ieri ma rimane affascinante con le luci della sera.
Colazione con calma. Oggi abbiamo la mattinata libera visto che abbiamo trovato posto sul treno per Samarcanda solo oggi nel primo pomeriggio. Decidiamo di andare a vedere la parte fuori dal circuito turistico, oltre la Bolo Hauz Mosque, dove si trova il Central Bazar. In realtà troviamo tante comitive turistiche al bazar, per cui la nostra illusione di aver trovato qualcosa di “sconosciuto” e’ immediatamente svanita. Al Bazar c’è di tutto anche se forse la zona delle spezie e del pane e’ quella che ci e’ piaciuta di piu’.
Per pranzo decidiamo di andare a provare il Plov, il piatto nazionale Uzbeko.
Ristorante: The Plov
Indirizzo: QCMG+MCH Bukhara, Uzbekistan
Dobbiamo aspettare circa 30 minuti ma alla fine riusciamo a mangiare. Siamo praticamente gli unici turisti. Il ristorante, come dice il nome, offre un solo piatto: il plov, che e’ un bollito di riso, carote e carne bollita. Buonissimo, ma davvero pesantissimo da digerire considerando che le porzioni medie sono molto grandi.
Torniamo verso il nostro B&B, prendiamo le nostre valigie e con un taxi ci facciamo portare alla stazione e’ che molto fuori.
Le stazioni in Uzbekistan sono tutte uguali, identiche in ogni luogo. E’ una esperienza anche prendere il treno. Ci sono tantissimi turisti che hanno fatto la nostra scelta ma anche tanta gente comune. Non abbiamo trovato posto sui treni ad alta velocità’ per cui prendiamo il treno normale per Samarcanda. Treno semplice ma come sempre pulitissimo.
Arriviamo a Samarcanda che e’ buio e veniamo letteralmente assaliti dai tassisti. Ne prendiamo uno e ci facciamo portare in centro, davanti al Registan. Per la prima volta in Uzbekistan troviamo qualcuno che vuole fregare e che chiede di piu’ di quello che avevamo concordato (anche se con il cambio stiamo parlando di 2-3 euro di differenza). Il Registan illuminato e’ una tentazione enorme ma alla fine decidiamo che dobbiamo per prima cosa andare a trovare la nostra Guest House.
Hotel: Royal Lux Guest House
Indirizzo MX4J+2HV, Samarckand, Uzbekistan
La signora che ci accoglie non parla neanche una parola di inglese, ma a gesti riusciamo ad entrare in camera e ci offre un ottimo the con biscotti. Io non sto benissimo (il Plov di Bukhara si fa sentire) ma e’ impossibile resistere alla tentazione di andare a vedere il Registan illuminato. Samarcanda e’ stata un sogno per tanti anni ed e’ incredibile trovarsi davanti agli occhi questa piazza, anche se le luci colorate danno un aspetto kitsch che il posto non merita. Andiamo a letto senza cena visto che siamo ancora pieni dal pranzo di oggi.
La colazione al nostro B&B e’ decisamente abbondante. Poi come successo a Khiva e Bukhara aspettiamo al B&B la nostra guida. Per la prima volta in macchina, a conferma che Samarcanda e’ molto piu’ estesa delle altre citta’ che abbiamo visitato. La guida di oggi e’ quella con l’inglese migliore, e’ un ex giornalista che ha studiato negli USA e con cui sarà molto interessante parlare non solo dei monumenti ma anche della vita e della politica uzbeka.
Cominciamo dal Mausoleo di Amir Timur (Tamerlano) che e’ impressionante per le dimensioni da fuori, ma forse lo e’ ancora piu’ dentro per le decorazioni.
Poi andiamo al Registan, forse il monumento piu’ importante di tutto l’Uzbekistan. La visione delle 3 madrase che si affacciano sulla piazza con tutte le loro decorazioni vale da sola il viaggio.

Ma come abbiamo oramai scoperto in Uzbekistan, dietro le facciate colorate si aprono cortili piu’ o meno nascosti.
Si potrebbe rimanere ore a contemplare il Registan, ma Samarcanda e’ piena di altri monumenti e soprattutto distanti gli uni dagli altri, per cui riprendiamo la macchina ed andiamo a vedere la Bibi-Khanym Mosque, di dimensioni impressionanti.
E’ forse il monumento conservato meno bene ma le dimensioni soprattutto della facciata sono notevoli. Vicino si trova il bazar di Samarcanda. Molto simile a quello di Bukhara, a noi e’ piaciuto meno di quello di Bukhara perche’ troppo vicino a siti turistici e quindi invaso da orde di turisti che fanno perdere un po’ l’autenticità dei prodotti. Facciamo qualche acquisto con l’aiuto della nostra guida, in particolare dei foulard da portare a casa.
A piedi dal mercato raggiungiamo la Hazrat Khriz Mosque ed la tomba del primo presidente dell’Uzbekistan, che ha guidato il paese all’indipendenza dopo la separazione dalla Unione Sovietica.
Ci fermiamo per pranzo in un ristorante che serve piatti molto simili al Plov.
Ristorante: Afrosiyob
Indirizzo: MX8J+FR, Samarkand, Uzbekistan
Il ristorante all’apparenza era molto turistico, ma alla fine non si e’ mangiato male anche se il Plov di ieri si fa ancora sentire e soprattutto dopo qualche giorno la cucina uzbeka e’ davvero molto ripetitiva. Con la macchina andiamo un po’ in periferia, prima per andare a visitare la Bumazhnaya Fabrizia dove si può’ vedere come si produceva la carta usando tecniche tradizionali, una pausa meritata per il nostro figlio minore da templi e madrase.
Poi raggiungiamo l’Osservatoria di Ulugbek.

A noi questo sito e’ piaciuto tantissimo e lo consigliamo assolutamente. Impressionante vedere i resti del sestante e scoprire, nel piccolo museo, a quali livelli di precisione nel calcolo astronomico erano giunti gli astronomi uzbeki.
L’utima sosta di giornata e’ Shah-i-Zinda, la necropoli di Samarcanda.

E’ un susseguirsi di tombe, tutte con le stesse geometrie delle madrase del Registan ma di dimensioni piu’ piccole. Il colpo d’occhio e’ spettacolare, peccato essere arrivati nel pomeriggio, quando il sole era già’ basso all’orizzonte e molte delle facciate decorate erano gia’ in ombra. E’ stato comunque il modo migliore per completare la visita di Samarcanda.
Salutiamo la nostra guida, con cui ci siamo trovati benissimo e usciamo per un giro a piedi. Percorriamo a piedi Tashkent Road, andiamo a vedere la statua di Karimov, il primo presidente Uzbeko e poi torniamo a salutare il Registan. Anche oggi saltiamo la cena a conferma di quanto ci aveva riempito il Plov di Bukhara. Prendiamo qualcosa di veloce ma solo per non andare a letto a stomaco vuoto.
Colazione la nostro B&B. Poi con un taxi andiamo all’aeroporto di Samarcanda, che e’ nuovissimo e praticamente deserto. Il tempo di qualche acquisto piu’ che altro per far fuori i soldi uzbeki avanzati e poi si parte per Abu Dhabi.


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