Lasciamo il Giappone per l’ultimo pezzo del nostro viaggio in Asia. Dall’aeroporto di Fukuoka ci imbarchiamo su un volo Air China (comperato via Booking.com) per Shanghai.
Atterriamo in leggero ritardo e dopo una non leggera turbolenza all’aeroporto di Shanghai Pudong (PVG), dove in maniera abbastanza veloce facciamo le formalità dell’immigration. Non c’è bisogno di un visto per la Cina per soggiorni brevi, si compila un modulo direttamente all’aeroporto. Ritiriamo i bagagli e poi cerchiamo i mezzi per andare in centro. Dall’aeroporto c’è una metropolitana diretta verso il centro, ma noi abbiamo promesso ai figli di provare il Maglev, l’unico treno a levitazione magnetica del mondo che effettua un servizio commerciale.

I biglietti si possono comperare direttamente in aeroporto. Il treno e’ silenziosissimo e raggiungendo una velocità massima di 300km/h ci porta fino alla stazione di Longyang, dove prendiamo la metropolitana. Qui e’ stato molto utile aver scaricato prima l’applicazione Alipay con cui si possono effettuare molti pagamenti in Cina.
Scendiamo alla fermata di People’s Square che e’ gigantesca. Qui scopriamo che Google Maps non funziona in Cina se non si ha una VPN che ovviamente non abbiamo. Quindi non abbiamo la minima idea di dove siamo e di dove sia il nostro hotel. Giriamo per un’oretta facendo come si faceva prima degli Smart-phones…entrando in alberghi o hotel a chiedere informazioni. Finalmente riusciamo a trovare l’Atour Hotel, prenotato via Booking.
Hotel: Atour Hotel Shanghai People’s Square Nanjing Road
Indirizzo: NO.586, Ningbo Road, Shanghai, Cina
L’hotel e’ in pieno centro e per ironia della sorte a 2-3 minuti a piedi dalla fermata del metro. L’hotel sembra molto carino, molto pulito ma nessuno parla inglese. Ci sarebbero dei traduttori automatici ma non funzionano. In qualche modo pero’ riusciamo a farci capire. La camera e’ molto grande, pulitissima.
E’ abbastanza tardi per cui decidiamo di uscire subito per Nanjing Road per andare a cercare qualcosa da mangiare.

Troviamo un ristorante che fa hot-pot. Nello stesso edificio c’era anche un ristorante Nord-Coreano con una serie di poster sulla propaganda nord coreana. Anche al ristorante l’app Alipay ci ha salvato dato che l’abbiamo usata non solamente per pagare ma anche per ordinare il cibo.
Mangiamo decisamente bene! Usciamo poi per Nanjing Road ed arriviamo fino al Bund, ossia il lungo fiume. Lo spettacolo delle luci e’ oramai terminato ma rimane comunque uno spettacolo futuristico incredibile.
La mattina ci svegliamo abbastanza presto. Colazione assolutamente spettacolare con televisioni che trasmettono solo propaganda del governo. Poi usciamo verso People’s Square.

E’ sabato mattina e a People’s Squadre c’è’ il famoso “mercato dei matrimoni”. In pratica i genitori di figli maschi adulti non ancora sposati espongono una specie di curriculum del figlio che può’ essere visionato da ragazze (o dalle famiglie di ragazze) interessate. Nei giardini della grande piazza ci sono gruppi che giocano a Badminton ed altri che praticano Tai-Chi. Nonostante siamo a pochi metri da Nanjing Road sembra di essere in un’altra epoca dove le tradizioni cinesi non sono state distrutte dal consumismo occidentale.
A piedi andiamo poi verso lo Yu Garden. Vogliamo arrivarci prima che venga invaso dai turisti. Per arrivarci passiamo per quartieri completamente in rifacimento. Colpisce molto come tutti i nuovi edifici o negozi siano in stile occidentale senza alcun richiamo alla tradizione cinese.
Arriviamo all’ingresso dello Yu Garden dove c’è già’ tanta, troppa gente.

Il giardino e’ una delle pochissime aree conservate della vecchia Shanghai, anche se vedere i vecchi padiglioni con sullo sfondo grattacieli e’ stridente. Usciamo e passiamo sul famoso Jiuqu Bridge, con la sua curiosa forma a zig-zag. Nella zona ci sono anche mercatini locali che vendono qualsiasi tipo di merce o di souvenir e qui scopriamo l’arte della contrattazione cinese. Il prezzo viene negoziato con pazienza, partendo da cifre astronomiche per poi cercare un punto di incontro dopo minuti di estenuanti contrattazioni sempre con l’uso di una calcolatrice digitale per indicare i prezzi.
Scendiamo verso il Bund passando per Gucheng Park. Sul Bund c’è molta foschia (inquinamento?) per cui lo spettacolo della sponda di Pudong non e’ al suo splendore. Ci riproveremo questa sera.
Visto che ai ragazzi e’ piaciuto contrattare andiamo a AP Plaza, ossia il mercato del falso piu’ famoso di Shanghai.

C’è di tutto ma in fondo non c’è niente. E’ divertente contrattare per magliette o qualche souvenir da portare agli amici. Torniamo verso il centro a Nanjing Road e finiamo in un locale a mangiare pollo fritto, riso alla cantonese e dumplings. Qui troviamo anche i famosi spiedini cinesi con scorpioni, vermi, millepiedi etc. Non abbiamo avuto il coraggio di assaggiarli.
Torniamo in hotel per riposarci un attimo prima di uscire con le luci. C’è in giro tantissima gente! Quasi impossibile trovare da mangiare. Alla fine finiamo da Five Guys per disperazione e per poter mangiare in fretto. Alle 19.00 vogliamo essere infatti al Bund per quando comincia lo spettacolo delle luci. Lo skyline di Pudong e’ a dir poco meraviglioso.

La Pearl Tower e la Shangai Tower sono i due protagonisti ma quello che colpisce e’ il muro di di luci che ci troviamo di fronte. La visione dei grattacieli quasi fa dimenticare che siamo sulla riva “storica” di Shangai. I grattacieli del quartiere di Pudong the guardiamo sono opera degli ultimi 30 anni, mentre la vera storia di Shanghai e’ nei palazzi neoclassici del Bund.

Facciamo una lunga passeggiata sulla piattaforma del Bund ammirando questi palazzi un tempo sede delle società commerciali straniere. Poi facciamo un po’ di car spotting, un ultimo saluto al Bund ed allo spettacolo di Pudong e risaliamo Nanjing Road che e’ completamente invasa dalle persone.
Oggi si torna in Olanda. Il lungo viaggio in Asia finisce. Dopo la ottima colazione in hotel, prendiamo la metro (questa volta senza il Maglev) ed arriviamo in aeroporto. Al controllo passaporti ci obbligano a spedire i trolley e ci “sequestrano” una power bank senza una reale spiegazione, con una “regola” scritta a mano su un pezzo di carta. Non si parla la lingua ed e’ impossibile discutere.
Ci imbarchiamo in perfetto orario, poi 14 lunghissime e noiosissime ore di volo KLM fino ad Amsterdam.


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