Northen Lights (Oraefi, Islanda)

Diario di viaggio: Islanda – Febbraio 2026

Era lo scopo principale della vacanza e proprio per questo motivo abbiamo scelto di dormire in mezzo al niente, in un albergo da cui ci fosse un inquinamento luminoso praticamente nullo. Le previsioni erano ottime sia come meteo (assenza di nubi) sia di Kp per cui le aspettative per l’aurora erano alte. Nonostante un gran freddo ed un vento gelido siamo usciti piu’ volte ma alla fine siamo stati premiati. Forse non era le aurore spettacoli che sognavamo di vedere, ma sicuramente molto meglio dell’anno scorso. Ci possiamo ritenere soddisfatti.
Avevamo letto che il 2026 era l’anno di conclusione del ciclo solare e che quindi nei prossimi anni sarebbe stato difficile avere delle previsioni tanto favorevoli.

Cosa abbiamo imparato alle Northen Lights di Oraefi?

Kp-Index: E’ una scala da 1 a 9 che descrive l’attività geomagnetica. Fu introdotto nel 1939 da uno scienziato tedesco: Julius Bartles. Kp deriva infatti dal tedesco “Kennziffer Planetarische”. Il valore e’ derivato da misurazioni che avvengono ogni 3 ore da 13 stazioni poste a latitudini medie. Queste stazioni misurano di quanto il campo magnetico terrestre viene disturbato dall’attività solare.
Quando il valore di Kp supera i 5 la probabilità di vedere l’aurora e’ alta a patto ovviamente di avere un cielo privo di nuvole.

Ciclo Solare: E’ un ciclo di circa 11 anni calcolato in base al numero di macchie solari presenti sulla superficie del Sole. La macchia solare e’ una zona della superficie con temperature piu’ basse e attività’ magnetiche alte. Furono studiate fin dai tempi di Galileo, ma fu l’astronomo svizzero Wolf a esaminarle in modo sistematico nel XIX secolo introducendo il numero di Wolf per misurare il numero di macchie. Durante i periodi di minimo, le macchie solari quasi scompaiono ed in questi periodi l’attività dell’Aurora e’ molto ridotta.


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