
Diario di viaggio: Islanda – Febbraio 2026
Prima di tornare in Olanda ci regaliamo una sosta alla Blue Lagoon, forse l’attrazione turistica piu’ famosa dell’Islanda. Si tratta di una area geotermale con una piscina calda da cui si accede a saune, bagni e turchi.
La Blue Lagoon e’ artrificiale. Le acque sono di fatto dei by-products dell’impianto geotermale di Svertsengi che si trova di fianco alla piscina. La centrale usa acque calde provenienti dal sottosuolo ed usate per muovere le turbine che producono elettricità’. Una volta passata nelle turbine il vapore e l’acqua calda passano in uno scambiatore di calore (usati per fornire calore alle città vicine). L’acqua viene poi mandata nella laguna. Lo scarico d’acqua avvenne nel 1976 e gli ingegneri pensavano che l’acqua sarebbe stata assorbita dal terreno. L’acqua pero’ conteneva silice che creò uno stato impermeabile sul fondo impedendone l’assorbimento. Rimase quindi questa pozza di colore blu lattiginoso che inizialmente fu considerata un problema. Solo nel 1981 un residente locale, Valur Margeirsson, affetto da psoriasi, cominciò’ a bagnarsi in questo lago caldo e noto’ benefici per la sua pelle. Le proprietà curative dell’acqua furono studiate e dal 1987 venne aperta al pubblico. L’acqua contiene anche dei micro-organismi che fungono da disinfettanti naturali. Nella laguna non vengono infatti aggiungi agenti chimici nonostante il flusso di persone presenti.
L’acqua e’ ricca di silice e di alghe e i visitatori possono fare delle maschere facciali con i minerali della laguna.
Cosa abbiamo imparato alla Blue Lagoon?
Psoriasi: E’ una malattia infiammatoria della pelle. La pelle nei punti interessati dalla malattia si accumula e si inspessisce. Di solito si forma sugli artri (soprattutto gomiti e ginocchia) e sul cuoio capelluto. E’ una malattia nota già’ tra gli antichi Egizi e Assiri. Non esiste una vera cura e nel corso degli anni tanti tentativi di trattamenti, alcuni particolarmente tossici furono usati. Lo stress, il tabacco e l’alcol sembrano essere fattori che favoriscono l’insorgere della malattia. Le forme piu’ acute vengono curate con calcipotriolo e con farmaci steroidei.
La psoriasi, anche in forme leggere, può causare un impatto negativo sulla vita del malato o dei familiari, causando bassa autostima e disturbo depressivo.
Maschera facciale: Non si tratta di una vera e propria maschera, ma riguarda l’applicazione di una sostanza cremosa sulla pelle, formando appunto una specie di maschera. Le sostanze usate sono solitamente naturali (ma possono essere anche artificiali) ed hanno una densità’ alta per rimanere attaccata alla pelle. La sostanza usata viene poi lavata via con acqua. Le maschere facciali aiuto a detossinare la pelle, lasciandola morbida e luiminosa, idratandola ed aiutando a pulire e minimizzare i pori. Le sostanze usate vanno dal fango, alle alghe, a sostanze minerali.

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