Diario di viaggio: Palermo – Dicembre 2025
E’ il mercato piu’ antico d’Italia oltre che uno dei piu’ famosi. Si estende nella zona vicino alla stazione Centrale fino alla Piazza Casa Professa. Per tradizione e’ un mercato alimentare dove si possono trovare i prodotti che provengono dalle campagne intorno a Palermo. Il nome deriva dal villaggio di Bahlara, vicino a Monreale, da dove venivano i mercanti arabi. Le bancarelle hanno spesso una cucina ed e’ il regno del cibo da strada. Ci siamo fermati a mangiare al Mercato, provando tanti piatti della tradizione: dalle arancine, alla parmigiana, dal pane con la milza alle panelle.
Il mercato e’ particolarmente rumoroso. I vari venditori gridano per assicurarsi i clienti.
Cosa abbiamo imparato al Mercato di Ballaro’?
Panelle: Uno dei piu’ famosi di cibo da strada palermitano, e’ una frittella di farina di ceci. Le panelle si preparano con farina di ceci, acqua e prezzemolo, la pastella ottenuta viene poi spalmata su piattini e quindi fritta. Vengono poi condite con sale, pepe e limone. Anche se si mangiano spesso con altri fritti, il piatto piu’ famoso e’ “pane e panelle”. Le panelle vengono servite in una mafalda di pane con semi sesamo.
Solo in occasione di Santa Lucia (13 dicembre) vengono fatte delle panelle dolci, aggiungendo all’impasto zucchero e burro e riempiendo poi le panelle fritte con della crema pasticcera.
Pani câ Meusa: Un altro piatto da strada tipico di Palermo e’ il panino con la milza. Il panino e’ lo stesso usato per pane e panelle (una mafalda con semi di sesamo) e viene imbottito con pezzi di milza (ma anche di polmone o trachea) di vitello. La milza prima viene immersa in acqua salata in modo da sciacquarla dal sangue e solo successivamente viene bollita. A questo punto c’è’ l’ultima operazione che viene fatta al momento, la frittura della milza nello strutto. L’origine sembra medievale, creata dagli ebrei palermitani impegnati nella macellazione della carne, che non potendo essere pagati per precetto religioso, trattenevano le interiora e le mangiavano con pane e caciocavallo.


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