
Diario di viaggio: Azzorre e Lisbona – Luglio 2025
Sull’isola di Sao Miguel si può ammirare la più antica piantagione di the in Europa. La produzione di the nelle Azzorre comincia nel XIX secolo con piante provenienti da Cina e dal Brasile. Ma in realtà solo nel 1878 le esperienze di coltivazioni cinesi sono state portate alle Azzorre (due esperti cinesi furono portati alle Azzorre per imparare le tecniche di coltivazione) e la produzione e’ realmente partita. Oggi non solo si può camminare liberamente all’interno della piantagione ma si possono visitare (gratuitamente) gli edifici dove viene processato il the. I macchinari utilizzati sono in larga parte quelli originali, il che fa della piantagione di Cha Gorreana non solamente una attrazione turistica ma anche un museo all’aperto di storia dell’agricoltura. Il clima particolare delle Azzorre (caldo e molto umido, con molta pioggia) ed il suolo vulcanico hanno permesso di sviluppare due tipi di the (verde e nero) di ottima qualità.
Le tecnologie di coltivazione utilizzate sono quelle tradizionali. Vengono raccolte foglie di Camelia Sinensis (solo le foglie superiori che vengono raccolte con particolare attenzione per non danneggiare l’intero arbusto o le foglie più in basso). Le foglie vengono essiccate e poi a seconda del tipo di the da produrre (nero o verde) vengono sottoposte a diversi metodi di produzione
Cosa abbiamo imparato a Cha Gorreana?
Camelia Sinensis: Anche se quasi nessuno conosce questo nome, e’ la pianta da cui vengono prelevate le foglie per ottenere il the. Il nome deriva dal reverendo e botanico Georg Josep Kamel ma lo scopritore della pianta fu Carlo Linneo che dedicò la scoperta proprio al religioso. Originaria del Sud-Est asiatico e’ stata oggi esportata in tutti i climi equatoriali. Le foglie più giovani vengono usate per la produzione del the ed e’ solo in base al trattamento delle foglie essiccate che si ottengono i diversi tipi di the. Dai semi della pianta si ottiene un olio particolarmente utilizzato nella cucina asiatica.
La pianta e’ stata coltivata anche in climi più rigidi (ad esempio nella Pianura Padana), ma questo causò cambiamenti nel gusto delle bevande ottenute.
Piantagione: Viene cosi definita una vasta area dedicata alla coltivazione di un solo prodotto (monocoltura). Le piantagioni sono spesso associate a fenomeni di latifondismo e di schiavismo dato che appartenevano a famiglie ricche e venivano coltivate da decine/centinaia di schiavi. A partire dal XVI secolo il termine acquistò un significato “coloniale”. Fu coniato dagli inglesi che conquistavano un territorio, vi formavano una colonia permanente (o semi-permanente) e la definivano “piantagione”. Solo da XVIII secolo il termine assunse il significato conosciuto attualmente legato alla coltivazione.

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