
Sulla strada di ritorno da Vik abbiamo il tempo per un’altra sosta. Saltiamo la Skagafoss, una delle cascate più famose d’Islanda per la sua forma perfetta e invece proseguiamo verso Seljandsfoss, che ha due particolarità’.
La prima e’ che si può’ passare dietro alla cascata, regalando quindi viste non comuni e la seconda e’ che a poca distanza is trova la Gljufrabui, un’altra cascata inspiegabilmente non visitata dalla maggior parte dei turisti.
Arriviamo nel tardo pomeriggio, nella Golden Hour e le foto sono meravigliose, con la luce del sole che illumina la cascata. Visitiamo per prima la Seljalandsfoss facendo come tanti (troppi!) altri turisti il giro dietro la cascata. C’è’ un bel vento per cui siamo completamente bagnati. Ma questo e’ niente in confronto alla Gljufrabui. Si percorrono 10-15 minuti a piedi e si arriva di fronte ad una spaccatura nella roccia….si deve entrare in questa “grotta” e qui si apre una “camera” in cui cade una cascata. L’effetto scenografico e’ imponente e meraviglioso. Il vapore e le gocce d’acqua ci bagnano completamente. Le pareti verticali della grotta sono ricoperte da muschi ed il loro colore verde, specie quando il sole riesce a penetrare nella grotta, rendono l’ambiente ancora più magico.
Cosa abbiamo imparato a Seljalandsfoss e Gljufrabui?
Golden Hour: Per i fotografi sono le due ore a cavallo del tramonto (1 ora prima e 1 ora dopo) perché’ i raggi del sole in quel momento sono quasi paralleli al terreno e percorrono una porzione più ampia dell’atmosfera, dando alla luce un colore più diffuso e meno violento di quello di mezzogiorno. La posizione bassa del sole allunga anche le ombre e quindi sui panorami le ombre sono praticamente scomparse all’obiettivo. E’ il momento migliore per provare le foto in controluce. E’ particolarmente ricercata anche dai fotografi di animali, dato che questi escono dai propri rifugi con l’imbrunire per cacciare, questi minuti rappresentano gli unici momenti della giornata in cui fotografarli con la luce del sole.
Muschio: In botanica appartiene alla famiglia delle embriofite, prive di tessuto vascolare, ossia l’assorbimento dell’acqua avviene per capillarità e di fatto interessa tutta la superficie della pianta, riuscendo ad assorbire l’acqua piovana e l’umidità dell’aria. Infatti il muschio non ha radici. Tendono a formarsi in colonie, in ambienti freschi e umidi e solitamente nei lati esposti a nord. Contrariamente a quanto si pensi non e’ un parassita, ma ha una propria azione di fotosintesi e quindi non danneggia l’organismo (nel caso di altre) piante su cui si forma. Per questo motivo si può formare anche sulle rocce (proprio come nel caso della Gljufrabui). Sono importantissimi nell’ecosistema delle foreste perche’ trattengono i semi delle piante del bosco.

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