Snaefellsnes Peninsula (Islanda)

La piccola chiesa di Budir con il cimitero

Lasciamo Grundafjördur che nevica e c’è vento. L’idea iniziale e’ di fare il giro dell’intera penisola di Snaefellnes. Le nuvole sono bassissime e nevica praticamente in orizzontale. Arriviamo prima a Olafsvik e poi raggiungiamo Helissandur, famosa per essere di fatto l’ultimo paese della penisola, per avere le case dipinte da coloratissimi murales e per ospitare il visitor center del parco. Da qui partono anche le escursioni o per il Snaefellsjökull Glacier, che si pensa sia stata l’ispirazione per il romanzo di Jules Verne “Viaggio al centro della terra”. Ci fermiamo al visitor center e vediamo che le condizioni delle strade non sono il massimo. Torniamo allora indietro e ci fermiamo un attivo a Olafsvik approfittando di un po’ di sole e facciamo una piccola camminata fino alla Baejarfoss. Prima di tornare a Grundafjördur, prendiamo una deviazione e cominciamo a tornare verso Reykjavik. Percorriamo la scenografica Snaefellsnesvegur (54) che complice la presenza di tanta neve diventa ancora più affascinante. In alcuni punti non si capisce quasi bene neanche dove sia la strada, solo dei piccoli paletti gialli ai lati permettono di comprendere la direzione. Giunti in cima, la discesa la facciamo con molta cautela, anche se le gomme chiodate permettono di tenere bene la strada.
Arriviamo a Budir che poi non e’ altro che un insieme di 2 edifici oggi usati come hotel e ristorante di lusso e alla sua piccola chiesetta, costruita con pietra lavica nera che con la neve diventa ancora più bella. Pensavamo fosse un posto remoto ma ci sbagliavamo visto che comitive di turisti arrivano in continuazione facendo perdere molto del fascino di questo posto.
Nonostante adesso sia un posto praticamente isolato, questa chiesa esiste dal 1848 sulle rovine di una chiesa precedente costruita nel 1703 e distrutta per volere del Re di Danimarca Christian VIII nel 1816. Il merito della ricostruzione va a Steinunn Sveinsodittir che visse a Budir e che nella metà’ dell’Ottocento ottenne il permesso per ricostruire la chiesa. Mori’ 3 anni dopo la consacrazione della chiesa e riposa nel piccolo cimitero vicino all’edificio.
Prima di riprendere la strada per Reykjavik ci fermiamo alla spiaggia di Yuri Tunga dove c’è una colonia permanente di foche. E infatti, grazie anche alla bassa marea, ne abbiamo viste tantissime.

Cosa abbiamo imparato alla Snaefellness Peninsula?

“Viaggio al centro della Terra”: La storia fantastica di Jules Verne si dice sia stata ispirata proprio dal ghiacciaio islandese. Secondo il libro uno scienziato entra in un vulcano con l’idea di raggiungere il centro della terra. Il Professor Lidenbrock trova un libro islandese del XII secolo e trova una pergamena su cui si trova un crittogramma runico che racconta le imprese di uno scienziato islandese che aveva provato a raggiungere il centro della Terra. Il professore e suo nipote provano a ripetere l’impresa, vanno in Islanda e insieme alla guida locale Hans entrano nel vulcano. Qui incontrano civilta’ preistoriche. Poi vengono trascinati da un fiume che lentamente li riporta in superficie e dopo 2 mesi dal loro ingresso escono sull’Isola di Stromboli.

Foche: Sono animali carnivori che appartengono ai pinnipedi. Vivono in ambienti freddi, sulle coste dei mari freddi (ma talvolta anche mari temperati). Come i gatti hanno sul muso dei recettori detti vibrisse. Gli atri anteriori sono stati trasformati in pinne, mentre quelli posteriori costituiscono di fatto una unica pinna posteriore. Il corpo e’ particolarmente grasso (fondamentalmente per difendersi dal freddo) e con una forma cilindrica. Il pelo e’ molto corto e impermeabile all’acqua. Vengono cacciate per il loro grasso e nel caso dei cuccioli per la loro pelle.


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