Northen Lights (Selfoss, Islanda)

Le Northen Lights dalla nostra “casa” in Islanda

Non siamo stati particolarmente fortunati durante la nostra settimana in Islanda. Prima di tutto una attività solare scarsa (la settimana prima era stata altissima) e poi tante, troppe nuvole.
Ogni sera siamo usciti a cercare di vedere l’aurora ma alla fine ce l’abbiamo fatta solo una sera…tardi, verso la 1.30 del mattino.
Per cercare le Northen Lights abbiamo scaricato delle app che praticamente cercano di predire la possibilità di vederle in base alle attività’ solari.
E cosi’ ogni sera cercavamo di comprendere quando e dove si sarebbe potuta vedere l’aurora. Per prima cosa ci vuole ovviamente un cielo sereno e poi una attività solare adeguata, cosa che e’ praticamente imprevedibile. Anche i migliori siti non danno mai previsioni per più di 2/3 giorni. L’aurora di forma per interazioni tra il vento solare ed il campo magnetico terreste.
Per fotografare l’aurora boreale, soprattutto se non particolarmente forte, i fotografi usano degli ISO elevati

Cosa abbiamo imparato alle Northen Lights di Selfoss?

Vento Solare: E’ un flusso di particelle cariche emesso dall’atmosfera del sole, causato dall’espansione continua del sole. Queste particelle sfuggono alla gravita’ del sole, a causa della grande energia cinetica ed alle alte temperature che forniscono ulteriore energia alle particelle. E’ fondamentalmente costituito da protoni e elettroni in quantità pressoché uguale. Vicino alla terra ha una velocità stimata tra i 200 e i 900 Km/s. Il vento solare porta con se il campo magnetico solare nello solare. Il vento solare interagisce con il campo magnetico terrestre che lo confina in una regione detta “magnetosfera”, che viene influenzata e disturbata da variazioni di velocità del vento solare. Questi disturbi sono alla base della creazione della Aurora Boreale.

ISO: Nelle macchine fotografiche si indica con ISO il sensore della macchina alla luce. Più e’ alto questo valore e più sarà possibile scattare foto anche con poca luce. In pratica questo sensore controlla la quantità di luce che entra nella fotocamera e di fatto determina se la foto sarà più chiara o più scura. L’acronimo ISO deriva dalla International Organization for Standardization che in passato impostava questi valori per determinare la sensibilità della pellicola alla luce. Nelle macchine moderne l’impostazione e’ automatica a seconda della quantità di luce presente al momento della foto.


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