Maritiem Museum (Rotterdam, Paesi Bassi)

Usando ancora una volta la nostra Museumkaart andiamo a vedere il Maritiem Museum, che avevamo già visto altre volte. Il museo e’ dedicato, come intuibile dal nome, alle navi ed in generale alla storia del porto di Rotterdam. Una parte del museo e’ all’aperto e permette di vedere da vicino imbarcazioni e strutture usate per la movimentazione delle merci a Rotterdam nel corso degli ultimi due secoli.
La parte interna comprende tanti modellini di barche e tante attività multimediali per comprendere la progettazione ed il funzionamento delle barche. Noi abbiamo passato tanto tempo nel creare una serie di ingranaggi che permettesse il movimento dell’elica del motore.
Da qualche anno hanno poi aperto una esibizione permanente dedicata all’estrazione di idrocarburi nel mare del Nord. In questa esibizione ci si trova in su una piattaforma petrolifera, con gli schermi a 360 gradi che riproducono il mare in burrasca. Su questa piattaforma ci sono decine di attività da fare attraverso schermi e console: dalla movimentazione di container sulle navi, alla perforazione del suolo alla ricerca di giacimenti, dai segni da impartire agli elicotteri per farli atterrare sulla piattaforma, al posizionamento di mulini nel mare per la produzione di energia elettrica.

Cosa abbiamo imparato al Maritiem Museum?

Perforazione in mare: Se il concetto generale e’ molto simile a quella della perforazione a terra, in questo caso ci sono delle problematiche aggiuntive legate al fatto di essere in mare aperto. Per prima cosa, ovvia, si deve avere una struttura (la piattaforma offshore) per fare le operazioni. Poi si deve collegare la piattaforma (in superficie) con la trivella (sul fondo del mare), attraverso dei tubi di acciaio chiamati Riser. La testa che scava passa dentro il riser, il fango che viene eliminato risale in superficie attraverso il riser in modo da evitare che l’acqua ed i detriti occupino il buco scavato. Solitamente il “buco” viene stabilizzato con del cemento in modo da evitare collassi delle pareti quando si va a profondità alte.

Segnali per l’atterraggio: Quando l’atterraggio di un elicottero viene effettuato a vista, e senza contatto radio, solitamente sulla piattaforma di atterraggio c’è un addetto con due bastoni luminosi che indica al pilota le operazioni da fare. Attraverso la disposizione delle due barre luminose in diverse posizioni (in alto, in basso, lateralmente, etc.) l’addetto indica al pilota le operazioni per la discesa in sicurezza. Questo e’ particolarmente importante in caso di presenza di potenziali pericoli vicino alla zona d’atterraggio (cavi, antenne, etc). L’addetto deve sempre mantenere un contatto visivo con il pilota per assicurarsi che stia seguendo le indicazioni correttamente


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