Piazza Plebiscito (Napoli, Italia)

Piazza Plebiscito a Napoli

La piazza principale di Napoli, quella dove si svolgono tutte le manifestazioni più importanti, ed infatti quando l’abbiamo visitata si stavano allestendo i palchi per i festeggiamenti dell’anno nuovo. La storia della Piazza e’ strettamente legata a quella del Palazzo Reale di Napoli. Il progetto della piazza fu allora di rivolgere lo sguardo verso il Palazzo Reale che ancora oggi si affaccia sul lato lungo della piazza che in origine si chiamava proprio “Largo di Palazzo”.
Il nome della Piazza e’ legato al plebiscito del 21 ottobre 1960 che decretò l’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia.
Dalla parte opposta del Palazzo Reale si trova il colonnato e la Basilica Reale Pontificia di San Francesco di Paola, costruita in stile neoclassico con una chiara ispirazione al Pantheon di Roma. Dove oggi si trova la Basilica, originariamente, per volere di Gioacchino Murat, doveva esserci una sala circolare circondata dal colonnato per tenere delle assemblee. Il progetto originario di Murat non fu completato per la cacciata di Murat da Napoli nel 1809. I Borboni, decisero quindi di consacrare questo edificio, in segno di ringraziamento per la cacciata di Murat a San Francesco di Paola.

Cosa abbiamo imparato a Piazza Plebiscito?

Plebiscito: E’ una forma di consultazione popolare introdotta nell’antica Roma in cui si interroga il popolo su questioni politiche fondamentali. Molto spesso si presenta come una forma di alternativa tra due possibilità. Il plebiscito si differenzia dal referendum perché non coinvolge necessariamente una legge. Sono infatti molto famosi i plebisciti risorgimentali usati nel XIX secolo per ratificare annessioni di territori o in epoca molto più recente il plebiscito cileno del 1988 che portò alla fine della dittatura di Pinochet ed ad elezioni democratiche.

Gioacchino Murat: Maresciallo dell’Impero di Napoleone Bonaparte, fu un generale francese e divenne Re di Napoli. Conquistò la fiducia di Napoleone durante le campagne delle Argonne (1792) e dei Pirenei (1793). Murat succedette a Giuseppe Bonaparte come Re di Napoli. Inizialmente fu amato dai napoletani per aver cacciato gli inglesi da Capri e per la realizzazione di opere pubbliche (Ponte della Sanita’, via Posillipo). Fu il primo ad introdurre una legge che consentiva il divorzio e la legge civile. Nel 1810 falli’ nella campagna di Sicilia per annettere anche la Sicilia al regno di Napoli. La fine di Napoleone (in esilio all’Elba) non aiutò Murat che cercò aiuto nel decaduto imperatore e dichiarò guerra all’Austria nel 1815. Con la sconfitta di Tolentino il regno di Napoli tornò alla corona borbonica. Murat fu poi catturato e fucilato a Pizzo Calabro nel 1815.

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