
Ultima tappa prima del ritorno verso Pisa a Volterra. Il paese ha origine antichissime, prima gli etruschi (di cui sono rimaste tracce nelle mura) e poi i romani (il Teatro Romano posto fuori le mura e’ in ottimo stato di conservazione) si stabilirono su questo colle. La struttura attuale si deve al periodo medievale quando fu una delle città-stato più importanti della Toscana. Volterra era infatti circondata da vicini potenti come Siena, Firenze e Pisa che cercavano di espandersi, ma grazie ad una ottima politica di relazioni rimase indipendente. L’indipendenza crollo’ definitivamente nel XV secolo quando furono scoperte delle miniere di Allume che interessavano molto a Firenze (allora controllata da Lorenzo il Magnifico). In città scoppiarono liti che vennero sedate dall’esercito Fiorentino che pero’ distrusse di fatto Volterra e le sue torri originarie (che infatti oggi non si vedono più) e rinforzarono la fortezza (che oggi si chiama appunto Fortezza Medicea).
Come gran parte della Toscana il declino comincio’ con la grande peste. L’economia della città ricominciò ad essere florida dal XVIII secolo con la lavorazione dell’alabastro.
Arriviamo a Volterra e parcheggiamo appena fuori le mura della citta’. Andiamo subito a vedere la piazza principale, Piazza dei Priori su cui si affaccia il Palazzo dei Priori vero simbolo della città’. La piazza e’ parzialmente occupata visto che nei prossimi giorni si terrà il Palio del Cero.
Percorriamo le mura per vedere i resti del teatro romano. Quando siamo stati noi non era possibile l’ingresso per cui lo ammiriamo da fuori. Risaliamo costeggiando la fortezza medicea e percorrendo le mura per tornare alla Piazza Principale.
Cosa abbiamo imparato a Volterra?
Palio del Cero: Nella Volterra medievale era molto importante la presenza delle candele e dei ceri. Le contrade della città donavano quantità di cera alle chiese cittadine. Già nel 1500 si svolgeva una gara (la corsa dei Ceri) che consisteva nello spingere per le vie della città delle macchine di legno in cima alle quali c’erano dei ceri.
Oggi il palio e’ una specie di tiro alla fune in cui ciascuna contrada ha 8 tiratori (6 uomini e due donne) che attraverso il tiro della fune devono portare verso il proprio campo una torre del peso di alcuni quintali. Sopra la torre si trova un cero, dipinto ogni anno da un artista volterrano.
Prima dell’inizio della gara le contrade sfilano per la città in un corte storico preceduti dagli sbandieratori volterrani.
Alabastro di Volterrra: Esistono due tipi di questo materiale: il primo e’ di tipo gessoso (solfato di calcio) idrato) ed e’ quello tipico di Volterra, mentre un secondo i tipi e’ di origine calcitica (carbonato di calcio). Entrambi i materiali sono usati principalmente per scopi ornamentiali. La specie più pregiata e’ quella di Volterra che si differenzia sostanzialmente da quello di origine calcarea proventente dall’Oriente (Onice). La particolarità di questo materiale e’ l’estrema chiarezza che permette di far passare la luce e per questo usato come lastre per finestre in sostituzione del vetro. Nelle basiliche paleocristiane era il materiale comune per le finestre dato che non era ancora stato inventato il vetro.

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