San Gimignano (Italia)

Le Torri di San Gimignano viste dalla Rocca

San Gimignano e’ uno degli esempi di organizzazione urbana del medioevo meglio conservati in Italia. La città ha origini etrusche, ma la forma attuale si deve al periodo medioevale. Nel X secolo, secondo la leggenda, il vescovo Gimignano apparve sulle mura delle città e scaccio’ i barbari dalla città. Il periodo di maggior splendore di San Gimignano e’ quando divenne un punto di passaggio della Via Francigena e diventò un “libero comune”. Proprio in questo periodo (attorno al XIII secolo) la città era estremamente ricca e si basava sul commercio dei prodotti agricoli locali, tra cui spiccava lo zafferano.
La ricchezza della borghesia di San Gimignano portò alla costruzione di una serie di edifici e di torri come le vediamo oggi. La torre più antica e’ la Torre Rognosa (o Torre dell’Orologio) che deve il nome al fatto che fu usata anche come carcere. Secondo uno statuto del 1255 era vietato costruire delle torri più alte della rognosa. Questo ordine venne ignorato dalle famiglie più potenti negli anni seguenti, ma vennero poi ridimensionate cosi’ che oggi la Torre Rognosa rimane la più alta. Si stima che al massimo dello splendore San Gimignano avesse 72 torri, mentre oggi ne rimangono 14. L’origine delle torri dipende dal fatto che in epoca medievale la torre era il massimo esempio di potenza e di ricchezza, pertanto ogni famiglia ricca aveva il desiderio di mostrare la propria potenza. Va anche detto che all’inizio i palazzi con le torri erano ben distanti uno dall’altro e non inglobati in un unico borgo come oggi. Infatti a partire dalla seconda metà del 1200 le torri costruite furono molte meno e si cominciò a dare importanza alla costruzione di palazzi. Il periodo di massimo splendore coincise con il periodo di controllo da parte dei Ghibellini che avevano finalmente sconfitto i Guelfi dopo decenni di lotte intestine
Nel 1300 la peste ed una forte carestia impoverirono San Gimignano che nel 1351 si consegnò spontaneamente a Firenze, rinunciando alla propria autonomia. Proprio la perdita del potere economico e politico furono la causa delle straordinaria conservazione di San Gimignano, che fu di fatto “dimenticata” nelle lotte per il potere in Toscana.
La vista migliore di San Gimignano si vede allontanandosi dal centro per poter osservare meglio l’insieme delle torri medievali.

Cosa abbiamo imparato a San Gimignano?

Zafferano: Pur trattandosi di una spezia orientale (il 90% della produzione e’ in Iran), lo Zafferano di San Gimignano e’ un prodotto d’eccellenza la cui produzione e’ consentita solo nel territorio del comune toscano. Viene estratto dalla pianta Crocus Sativus e viene piantata alla fine di agosto per poi raccogliere i fiori verso la fine di settembre. Tutto il processo di raccolta e di lavorazione viene fatto a mano, compresa la fase finale di tritare i pistilli per ottenere la polvere. Il termine deriva dall’arabo zafaran che indica appunto la pianta del crocus.

Guelfi e Ghibellini: Nel medioevo toscano del XII-XIV secolo la politica era divisa in due grandi fazioni. I Guelfi (sostenitori del Papa) e i Ghibellini (sostenitori dell’Imperatore o cmq del regnante). I termini derivano dalle famiglie rivali dei Welfen e dei Hohenstaufen che erano in lotta per la successione imperiale nel 1215 in Baviera e Sassonia. Solo successivamente in ambito fiorentino, nel XII-XIV secolo si utilizzo’ nuovamente questa denominazione che creò una chiara divisione tra due fazioni politiche e che influenzò anche l’architettura (celebri sono i merli dei castelli, disegnati in modo differente a seconda de appartenenti ad una famiglia guelfa o ghibellina)


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