
Pienza e’ probabilmente il paese più conosciuto della Val d’Orcia. Si trova sulla sommità di una collina da cui si gode un panorama bellissimo sulle colline e sulla Val d’Orcia.
La fama di Pienza si deve soprattutto al suo centro storico ed alla sua urbanistica. Tutto nasce dal sogno di un Papa (Pio II) che pagò i migliori architetti del quattrocento per costruire (ma forse sarebbe meglio ri-costruire, visto che Pienza ha origini antichissime) una città ideale, ossia una città basata su un piano urbanistico preciso, a partire dall’arteria principale che venne completamente ristrutturata pur senza cambiarne il percorso irregolare. La piazza principale (dedicata a Papa Pio II) fu disegnata in modo nuovo con due accessi laterali invece che con un unico accesso frontale. Il pavimento della piazza comprende grandi rettangoli separati da lastre di travertino che amplificano la geometria trapezioidale della piazza.
La rivoluzione voluta da Papa Pio II coinvolse anche il nome della città, che originariamente si chiamava Corsignano ma che venne poi definita Pienza in onore del pontefice.
La cattedrale, come si vede camminato dietro l’abside, sul cosiddetto Belvedere di Pienza, e’ aggrappata allo sperone di roccia su cui è costruita la città ed anche questo rappresentò all’epoca una sfida di ingegneria ed architettura importante.
Pienza e’ anche rinomata per il pecorino di Pienza, un formaggio di pecora (da cui il nome) molto pregiato.
Nelle immediate vicinanze di Pienza si trova la Pieve di Cosignano, dove è stata girata la scena finale del film “Il Gladiatore”
Cosa abbiamo imparato a Pienza?
Città ideale: Seppur presente in tutte le epoche storiche, questo concetto fu estremamente popolare nel Rinascimento. C’era il desiderio di creare delle città secondo delle regole urbanistiche precise, spesso legate a geometrie molto rigide (famoso per esempio il caso della città fortezza di Palmanova). In epoca rinascimentale la città ideale seguiva le leggi della prospettiva (evidente dal pavimento della piazza di Pienza), come conseguenza si privilegiavano strade diritte che solitamente si diramavano dalla piazza centrale dove erano disposti gli edifici principali (la chiesa, il palazzo dei Signori del borgo, il palazzo delle istituzioni). Seppur in modo meno rigido che nel quattrocento ancora oggi ci sono esempi di tentativi di costruzione di città ideali (come ad Aurovillle, in India, e a Arcosanti, in USA)
Papa Pio II: Non ci sarebbe Pienza se non ci fosse stato Enea Silvio Bartolomeo Piccolomini, diventato pontefice col nome di Pio II. Fu uno strenuo difensore della Cristianita’ durante la minaccia turca di Maometto II. La sua famiglia era stata esiliata dai Tolomei (signori di Siena) e mandata in esilio nella odierna Pienza. Si laureò in diritto e riuscì ad entrare nella corte dell’imperatore Federico III. Si avvicinò’ alla chiesa durante il papato di Niccolo V (amico dei Piccolomini), che lo nominò vescovo di Trieste prima e di Siena poi. La chiesa venne travolta dalla caduta di Costantinopoli e la successiva morte di papa Callisto III (succeduto a Niccolo V) obbligo’ i cardinali ad un nuovo conclave da cui uscì’ papa Piccolomini, che nel 1460 proclamò’ la Guerra Santa contro i turchi. Oltre a rimodernare Pienza, fondò l’Universita’ di Basilea, la più antica della Svizzera.

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