
Ancora una volta sfruttiamo la nostra Museumkaart e andiamo a visitare un museo in Olanda. Questa volta facciamo quasi un’ora di strada per andare in Zeeland per visitare il Watersnoodmuseum, che ricorda uno dei disastri naturali più gravi di tutta la storia olandese, l’alluvione del 1 febbraio 1953.
Una delle particolarità di questo museo e’ la location, si trova sulla diga a sud del villaggio di Ouwerkerk ed e’ tutto contenuto in grossi container di cemento che furono usati per chiudere l’ultima apertura nelle dighe e finalmente fermare il flusso di acqua dal mare all’entroterra.
Il museo ripercorre i fatti che precedettero l’alluvione, soprattutto con le condizioni metereologiche che causarono l’innalzamento dei mari, poi l’alluvione e tutti i lavori fatti in un primo momento per chiudere le aperture nelle dighe esistenti e successivamente per costruire delle dighe più solide e sicure.
E’ un museo ricco di emozioni, che racconta di questa tragedia che causò la morte di circa 1800 persone causate da un innalzamento del mare di circa 5 metri e mezzo. Spinto dai venti, dall’alta marea, il mare si alzò talmente da scavalcare alcune delle dighe e da romperne altre. Alla fine si contarono ben 67 aree in cui le dighe avevano almeno parzialmente ceduto.
L’ultima parte del museo e’ dedicato al Piano Delta, messo in atto proprio per evitare il ripetersi di questi fenomeni
Cosa abbiamo imparato al Watersnoodmuseum ?
Inondazione: E’ l’allagamento rapido (nell’ordine massimo di alcuni giorni) di un’area generalmente secca. Le cause sono spesso naturali anche se in molti casi l’effetto e’ aumentato da cause artificiali, come il cedimento di strutture o il mancato funzionamento di strutture per il deflusso delle acque.
Piano Delta: A seguito dell’alluvion del 1953, in circa 40 anni furono costruite dighe ed altre opere di protezione per evitare allagamenti nella zona dello Zeeland. L’opera più famosa e’ la Oosterscheldekering (ossia diga della Schelda orientale) che e’ una diga di 9km che può essere completamente chiusa ma che in condizioni normali permette un flusso di ingresso e uscita delle acque per mantenere la corretta salinità dell’acqua nella zona del delta.

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