Aloe Museum (Yaiza, Spagna)

Yaiza e’ un paesino davvero piccolo nell’entroterra di Lanzarote. Qui abbiamo affittato una casa per la settimana sull’isola. C’è veramente poco da vedere se non lo spettacolare panorama dei vulcani visto che Yaiza si trova all’ingresso del Parco Naturale di Timanfaya,
L’attrazione principale di Yaiza e’ il museo dell’Aloe. Ce ne sono dello stesso tipo sparsi sull’isola, tutti fatti allo stesso modo e che vendono gli stessi prodotti. Approfittando di un pomeriggio con troppo vento per andare in spiaggia andiamo a fare un giretto al museo, dove si entra gratuitamente.
In tutti i musei il benvenuto e’ dato da una specie di statua mascotte che ha più la forma di un cactus che di una aloe.
Ovviamente tutto il museo gira attorno all’Aloe Vera, alla spiegazione delle proprietà di questa pianta ed a come viene coltivata.
In particolare c’è una sezione dedicata agli usi che questa pianta ha avuto e tutt’ora ha. Le civiltà mesopotamiche usavano l’Aloe per la mummificazione dei morti, mentre in tempi moderni i gel estratti dalle foglie rigide vengono usate per malattie delle pelle come psoriasi.
La seconda parte del museo è’ uno shop dedicato ai prodotti che vengono fatti con l’Aloe…con un taglio decisamente turistico.

Cosa abbiamo imparato all’Aloe Museum di Yaiza?

Aloe Vera: Come le altre Aloe fa parte delle Asphodelaceae, e’ una pianta che predilige climi secchi e caldi e soprattutto con pochissima escursione termica tra il giorno e la notte. E’ nativa della penisola araba ma ha trovato un clima ideale anche a Lanzarote. L’Aloe Vera ha tante proprietà soprattutto per la cura della pelle. Le proprietà curative dell’Aloe sono note dalle civiltà mesopotamiche, ma fu solo nella metà’ del XX secolo che un farmacista texano, Bill Coats, comprese le potenzialita’ e comincio’ la commercializzazione del prodotto.

Mascotte: È’ un simbolo, di solito un animale o un umanoide, che rappresenta un gruppo. L’origine viene dai gruppi sportivi che usavano animali come simboli delle proprie squadre per rendere lo spettacolo più appassionante per gli spettatori. Divennero poi dei cartelloni con delle figure meta’ animali e metà’ fantasy in due dimensioni a rappresentare la squadra. L’ultima evoluzione, ancora oggi presente ad esempio in molti avvenimenti e’ una versione tridimensionale del simbolo, attraverso un pupazzo o un travestimento.


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