Carcere Ucciardone (Palermo, Italia)

Diario di viaggio: Palermo – Dicembre 2025

Nell’ultimo giorno di visita a Palermo camminiamo nella zona del porto e passiamo di fianco alle mura possenti del Carcere dell’Ucciardone. Per chi come me ha vissuto gli anni 80-90, il carcere e’ il simbolo della lotta dello Stato Italiano contro la Mafia. Non c’era telegiornale che non riportava almeno una notizia ed una immagine di questo luogo.
All’interno del carcere era stata costruita la “aula bunker” per ospitare il Maxiprocesso di Palermo. I resoconti dall’aula bunker raccontavano di una vera e propria resa dei conti tra lo Stato Italiano e la Mafia (o “Cosa Nostra). I decenni a seguire hanno purtroppo dimostrato che l’organizzazione mafiosa non solo e’ sopravvissuta ma si e’ evoluta con ramificazioni internazionali.
Il carcere si trova all’interno di una struttura borbonica del XIX secolo usata come prigione. I Borboni lo avevano progettato come una struttura “panottica” ossia a raggiera.
Non abbiamo avuto la possibilità di entrare e tantomeno di visitare l’Aula Bunker che viene aperta solo 1 volta all’anno.

Cosa abbiamo imparato al Carcere Ucciardone?

Struttura panottica: E’ un modello architettonico di sorveglianza ideato dal filosofo Jeremy Bentham nel 1787 e progettato per permettere ad un solo guardiano di osservare tutti i residenti (o detenuti). E’ caratterizzato da una pianta circolare, una torre centrale con persiane per schermare l’eventuale guardia e con le celle disposte sulla circonferenza e con finestre disposte sul lato esterno cosi’ che l’occupante della cella sia in controluce rispetto al guardiano. La teoria alla base di questa struttura e’ che l’occupante della cella, sentendosi sempre sotto osservazione, si disciplini da solo. Il concetto e’ quello di un potere invisibile, ripreso da Foucault e da Orwell nel suo romanzo 1984.

Aula bunker: Si tratta di una aula di tribunale fortificata e costruita all’interno del carcere per il Maxi Processo del 1986. Lo scopo era di creare un luogo sicuro per i giudici e gli avvocati (ma anche per i giornalisti) durante il processo contro “Cosa Nostra” guidato da Falcone e Borsellino. E’ una struttura ottagonale, completamente blindata e costruita in meno di 8 mesi. Definita l’”Astronave Verde per il suo colore interno e’ programmata per resistere ad attacchi con bombe e missili. Sul retro dell’aula si trova l’alloggio di Tommaso Buscetta (uno dei maggiori pentiti di mafia) usato durante il processo.


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