
Diario di viaggio: Azzorre e Lisbona – Luglio 2025
Nei nostri 3 giorni sull’isola di Flores abbiamo fatto base a Santa Cruz da Flores, il villaggio più importante dell’isola, dove si trova l’aeroporto (ma non il porto commerciale che si trova a Lajes) e tutte le principali strutture dell’isola. Il paese di fatto e’ disposto al fianco della pista dell’aeroporto ed occupa l’unica parte pianeggiante di tutta l’isola. Durante il nostro soggiorno a Flores siamo andati a visitare le piscine naturali, che sono state realizzate con dei blocchi di cemento che collegano gli scogli di origine vulcanica in modo da creare delle “piscine” di acqua salata protette dalla violenza delle onde dell’oceano. Qui abbiamo trovati tanti granchi, qualche medusa, ma soprattutto tanti cartelli sul pericolo delle “caravelle di mare” che sono comuni in questa zona.
Abbiamo anche visitato il piccolo museo che racconta la storia di Flores, i primi commerci (soprattutto di burro) e lo sviluppo dell’isola da parte dei francesi con la creazione di installazioni per il controllo della navigazione e dell’aeronautica nell’Oceano Atlantico ed in particolare di una Stazione di Telemetria (usata come tracking station per missili), inaugurata nel 1962. Proprio la presenza francese contribui’ alla costruzione dell’aeroporto, dell’ospedale e di centrali di produzione di energia che acceleration il processo di modernizzazione dell’isola.
Non siamo riusciti invece a vedere il museo dedicato alla pesca della balena che per tanti anni e’ stata fonte di lavoro e cibo per gli abitanti dell’isola.
Cosa abbiamo imparato a Santa Cruz das Flores?
Caravelle di mare: Spesso confusa con una medusa, in realtà e’ una aggregazione di 4 distinti organismi che si sostengono a vicenda e sono dipendenti l’uno dall’altro. Possiede tentacoli lunghissimi (fino a 50 metri) molte velonosi che usa per catturare pesci e plancton. Si chiama “caravella” perché la parte superiore (gonfia di gas) rimane in superficie, ma all’occorrenza può essere “sgonfiata” per brevi immersioni. Si muove trascinata dalla corrente del mare. Il veleno e’ molto più forte di quello delle meduse anche se molto raramente e’ letale per l’uomo
Telemetria: Il termine deriva dal greco antico e vuol dire lontano (“tele”) e misura (“metron”). Le misure vengono eseguite in loco e poi spedite (attraverso comunicazioni wireless) ad una altra location dove verranno analizzate. I primi esempi di telemetria sono nel XVIII secolo con sistemi per controllare da lontano pressioni di motori vapore. Oggi si usano sistemi di misurazione (come termocoppie o sensori di pressione).
Prima dell’avvento delle comunicazioni wireless il trasporto dati veniva fatto via cavi (il primo esempio appurato fu in Russia nel 1845).
Oggi la telemetria e’ molto utilizzata e conosciuta nelle competizioni sportive per la raccolta di dati in tempo reale.

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