Fontana di Trevi (Roma, Italia)

Molto probabilmente la fontana più famosa del mondo. Resa immortale dal cinema, con la iconica scena di Anita Ekberg nel film “La dolce vita” e’ una tappa imperdibile di una gita a Roma con i turisti che si ammassano lanciando la monetina per augurarsi un ritorno a Roma.
Quello che e’ diventato uno dei simboli di Roma e’ in realtà’ la facciata dal Palazzo Poli. Siamo in pieno Centro Storico, a pochi passi da Quirinale. La fontana si trova qui perché’ in epoca romana venne costruito un acquedotto (chiamato Aqua Virgo, ossia acquedotto dell’Acqua Vergine) che portava l’acqua in centro, soprattutto per alimentare le Terme di Agrippa. Il punto finale di questo acquedotto si trovava sul fianco del colle del Quirinale nei pressi di un incrocio di tre strade (un Trivio). In prossimità di questo incrocio venne realizzata in epoca rinascimentale una fontana che distribuiva l’acqua in tre vasche e per questo venne chiamata Fontana del Treio (o di Trevi).
Nel XVII secolo il Quirinale era abitato dai Papi e Urbano VIII ordinò al Bernini una “ristrutturazione” della zona, compresa la fontana. Il Bernini cambiò completamente la geometria della Piazza, orientandola verso il Quirinale cosi’ che fosse visibile dal colle. Il progetto non vide mai la fine per la morte di Papa Urbano VIII. Quando la famiglia di Papa Innocenzo XIII (i Conti, duchi di Poli, comprarono i palazzi dietro la fontana sembrò che il progetto si dovesse esaurire dato che i nuovi proprietari non volevano una fontana attaccata al proprio Palazzo per paura che l’acqua ne danneggiasse la struttura. Questo fino al 1731, quando Papa Clemente XII decise di completare l’opera. Dopo circa 30 anni di lavori nel 1762 la fontana venne inaugurata. La fontana rappresenta il mare, con al centro la grande statua di Oceano.
Da allora e’ cominciato il mito della fontana, soprattutto legato al lancio della monetina

Cosa abbiamo imparato alla Fontana di Trevi?

Acqua Virgo: Uno dei più importanti acquedotti romani e tutt’ora in uso con il nome italianizzato di Acqua Vergine. Il percorso originale era di circa 20km e quasi tutto sotterraneo. Le acque provengono da sorgenti vicino al corso del fiume Aniene. Il percorso e’ particolarmente tortuoso a causa della sorgente posta a bassa quota (24mt) e quindi era necessario evitare dislivelli. Il percorso non si esauriva alla Fontana di Trevi ma continuava attraversando l’attuale Via del Corso per terminare nei pressi del Pantheon. Il nome deriva dalla purezza delle acque. Si pensa che proprio l’assenza di calcare abbia permesso la conservazione dell’acquedotto fino ai nostri giorni anche se oggi la purezza dell’acqua non e’ più quella di epoca romana e non e’ più consentito l’uso come acqua potabile.

Fontana: Originariamente non erano un elemento decorativo ma erano dei bacini per la raccolta dell’acqua e per trattenere l’acqua potabile. Furono poi le civiltà’ greche e romane a usarle come elementi decorativi. Inizialmente i getti delle fontane sfruttavano la pressione dell’acqua che proveniva da una sorgente ad altezza superiore. Con il progressivo degrado degli acquedotti romani, anche le fontane andarono a morire fino al medioevo dove resistettero solo nei chiostri di conventi o in ville di ricchi. Solo con il Rinascimento e poi il Barocco la fontana ritrovo’ il suo valore decorativo che aveva in epoca classica.


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