Duomo di Torino (Torino, Italia)

In una caldissima giornata di Luglio, durante le nostre ferie estive italiane, abbiamo fatto una gita a Torino. Tra le cose più interessanti che abbiamo potuto vedere sicuramente il Duomo di Torino, denominata ufficialmente Cattedrale di San Giovanni Battista e sede vescovile dell’Arcidiocesi di Torino.
All’interno della cattedrale, nell’ultima cappella a sinistra si trova la Sacra Sindone, il telo su cui, secondo la credenza cristiana, rimase impresso il volto di Gesu’ Cristo. La Sindone non è visibile, quello che si può vedere è il contenitore metallico in cui viene conservata.
La storia della Sindone è molto controversa, analisi con il carbonio 14 hanno datato il lenzuolo tra il 1260 e il 1390 ma per alcuni studiosi questo è solo la conseguenza delle impurità presenti nei tessuti.
Resta comunque uno degli oggetti di culto più importanti della religione cristiana, anche perché’ non ci sono tutt’ora teorie accettate sulla formazione dell’immagine sul lenzuolo.
Il duomo è’ direttamente collegato alla Cappella della Sindone, costruita nel XVII secolo dall’architetto Guarini proprio per conservare la Sindone. Nel 1997 fu danneggiata da un incendio e solo nel 2018 venne riaperta al pubblico ed oggi fa parte dei musei del palazzo reale di Torino

Cosa abbiamo imparato al Duomo di Torino?

Ostensione: Secondo la tradizione cattolica si tratta della esposizione di reliquie religiose o di oggetti sacri consacrati. Spesso viene associata alla Sacra Sindone, indicandone i momenti in cui questa viene resa visible ai fedeli.
Il termine ostensione deriva dal latino “ostendere” che voleva dire “mostrare”

Datazione carbonio 14: Si tratta di un metodo di datazione radiometrica di materiale organico basato sulla misura di resti del carbonio 14, un isotopo radioattivo del carbonio. Il metodo è stato sviluppato nel 1940 da Williard Libba a Chicago. Il tempo di decadimento del C14 e’ di 5708 anni per cui analizzando il residuo si riesce a datare resti fino a 5700 anni fa.


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