Moschea Blu (Istanbul, Turchia)

La Moschea Blu e’ uno dei simboli di Istanbul e lo e’ diventata oltre che per la sua bellezza per la particolarità di avere ben 6 minareti.
L’abbiamo visitata subito al mattino, prima che le folle di turisti la invadessero. L’ingresso e’ gratuito, sono consigliati calzoni lunghi e per le donne e’ obbligatorio il velo (che forniscono gratuitamente prima di entrare nella moschea).
La moschea fu costruita nel 1597 utilizzando i soldi pubblici, al contrario delle precedenti costruzioni che venivano costruite dai sultani con i propri averi.
Il nome Moschea Blu deriva dall’utilizzo di una particolare ceramica di colore turchese usata per decorare l’interno: le maioliche di Iznik.
La leggenda narra che la presenza di ben 6 minareti sia stata in realtà un errore. In turco la parola oro e la parola 6 sono molto simili. Il Sultano aveva chiesto minareti in oro per farla distinguere da Hagia Sofia e dalle altre moschee di Istanbul, mentre il costruttore aveva capito 6.
L’unica Moschea al mondo che ha più’ minareti e’ quella della Ka’Ba della Mecca che ne ha 7

Cosa abbiamo imparato alla Moschea Blu?

Hijab: Per entrare nelle moschee le donne devono coprirsi i capelli ed il collo, lasciando scoperto solo il viso. Questo foulard si chiama Hijab; si tratta della forma minima di velatura delle donne. Storicamente il velo e’ stato introdotto nella Mesopotamia dove le donne sposate portavano il velo in pubblico. Lo scopo del velo per molti secoli era quello di segnalare le differenze sociali, le donne che portavano il velo erano rispettate.
Al giorno d’oggi la parola Hijab viene usata soprattutto per indicare il velo islamico anche se la parola in arabo significa una barriera di separazione per evitare ad una persona di vedere qualcosa (o qualcuno)

Minareto: Si può’ considerare come il campanile delle moschee. Se il campanile serve, con le campane, a ricordare l’ora per le preghiere, la stessa cosa la fa il minareto, da cui storicamente il muezzin chiama la preghiera per 5 volte al giorno.
In passato sono anche serviti per segnalare la presenza di moschee e che la regione era islamica. Non c’è’ una vera e propria regola architettonica, ci sono minareti rotondi, quadrati…di solito la forma e le decorazioni dipendono dal luogo e dalle influenze al momento della costruzione



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