Il Kencho-in e’ uno dei cinque templi Zen piu’ importanti di Kamakura. E’ stato fondato su un antica sede di esecuzioni, in un luogo chiamato “Jigokudani” ossia la valle dell’Inferno. Seguendo la filosofia Zen secondo cui tutto può essere salvato, un tempio e’ stato costruito.
La grande porta in legno da cui si entra si dice sia stata costruita nel 1754 finanziata dai soldi raccolti da un cane che si era trasformato in monaco. Superata la porta, ci sono vari edifici. Uno dei piu’ importanti e’ la sala di lettura (o Hatto). Il soffitto e’ decorato con un grande dipinto moderno del mitologico drago Unryu, il drago delle nuvole che porta la pioggia.
Si accede poi alla Main Hall (Hojo) alle cui spalle si trova un bellissimo giardino Zen disegnato dal maestro Zen Muso Kokushi. Ci si può sedere sulla terrazza delle Hojo e contemplare la bellezza del giardino. Come tutti i templi qui a Kamakura, proseguendo ci si addentra sempre di piu’ nella natura, e risalendo le colline. Nella foresta abbiamo visto tantissimi Joro Spiders, che sembrano essere molto comuni in questa zona. Il tempio prosegue poi sulla collina, da cui nelle giornate serene si dovrebbe vedere il Monte Fuji. Noi non ci siamo andati visto che non c’era la limpidezza necessaria.
Cosa abbiamo imparato a Kencho-ji?
Joro Spiders: Sono ragni molto comuni nel Sud-est asiatico, ma in tempi recenti si sono anche diffusi in Nord America. Molto difficilmente mordono gli uomini ed il loro veleno non e’ particolarmente pericoloso e le punture sono simili a quelle di un’ape. Sono caratterizzati da zampe colorate a strisce nere e gialle. Il nome “Joro” deriva da “Jorogumo”, un ragno che secondo la leggenda poteva trasformarsi in una bellissima donna che seduceva gli uomini per poi catturarli nella sua tela e mangiarli. Nella cultura giapponese sono considerati molto belli ed ammirati.
Maestro Zen: E’ una espressione relativamente moderna per riferirsi ad un monaco Zen a cui e’ stato riconosciuto il dono dell’Illuminazione e pertanto può insegnate le pratiche e la meditazione Zen. Questo titolo non esiste nelle scuole tradizionali Zen perché ogni scuola ed ogni cultura d’origine hanno una propria nomenclatura. In particolare in giapponese il termine maestro può essere in questo caso tradotto come “Shike” (usato nella scuola Rinzai per indicate un praticante qualificato), “Sensei” (maestro ma anche fuori dall’ambito Zen), “Roshi” (vecchio maestro, titolo onorifico per monaci esperti) o “Osho” (monaco virtuoso, il livello piu’ basso di Maestro Zen).


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