Dotonbori (Osaka, Giappone)

Dotonbori e’ una aera commerciale di Osaka che contiene numerosi ristoranti, sale giochi e negozi vari. Consiste di fatto in un lungo canale ed una via parallela al canale (chiamata appunto Dotonbori).
La sera e’ una insegna illuminata unica con alcune di queste che sono diventate famose in tutto il mondo, come il granchio del ristorante Kani Doraku o l’Atleta di Glico.
La prima idea di questo quartiere risale al XVII secolo quando un imprenditore locale, Yasui Doton cominciò’ a costruire un canale per collegare le due sponde del fiume Yokobori. Alla morte di Doton, durante l’assedio di Osaka, il progetto continuò’ per mano della sua famiglia e il nuovo padrone del Castello di Osaka, Tadaki Matsudaira chiamò’ il canale Dotonbori proprio in onore di Doton.
Oggi il Dotonbori e’ una attrazione turistica, con tantissimi ristoranti che servono dall’okomomiyaki all’udon, al sushi al Fugu.
Ci sono anche tantissimi negozi, tra cui immense sale giochi nello stile di Akihabara a Tokyo.

Cosa abbiamo imparato a Dotonbori?

Ezaki Glico: Una delle insegne piu’ famose di Osaka e’ quella di un atleta che corre su una pista blu. E’ il simbolo della Ezaki Glico, una azienda dolciaria con sede a Osaka, fondata nel 1919 da Richii Ezaki che inventò le prime caramelle a base di glicogeno, uno zucchero trovato nelle ostriche. L’azienda cominciò nel 1927 ad inserire piccoli giocattoli nelle confezioni di caramelle. Gli stabilimenti furono gravemente danneggiati durante la seconda guerra mondiale e la produzione riparti’ completamente solo nel 1951. In Europa la Ezaki Glico arrivò solo negli anni 80 con una azienda controllata francese, lanciando i biscotti Mikado.

Fugu: Il Fugu e’ un piatto della cucina giapponese a base di pesce palla. Questo pesce contiene nei suoi organi una dose letale di tetrodotossina. Per questo motivo deve essere preparato in modo appropriato per rendere inoffensivo il veleno. Il Fugu e’ consumato in Giappone da secoli ma e’ stato vietato per periodi proprio per episodi di avvelenamento. Negli ultimi anni i decessi sono decisamente diminuiti mentre prima erano dell’ordine di circa 200 all’anno. I cuochi che cucinano il Fugu devono avere una licenza speciale.


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