
Diario di viaggio: Giappone – Ottobre 20205
Oggi pomeriggio andiamo a visitare il Museo della Mazda. Il punto di ritrovo e’ agli HQ della Mazda al cui piano terreno ci sono delle vetture in esposizione. Poi saliamo su un pullman e andiamo verso il museo attraversando l’immenso stabilimento.
Il museo ripercorre la storia del marchio Mazda, fondata da Jujiro Matsuda come una fabbrica di tappi in sughero e con il nome di Toyo Cork Kogyo. 10 anni piu’ tardi la Toyo Cork cominciò a costruire macchinari, tra cui un veicolo a tre ruote con motore Mitsubishi che ebbe molto successo. Il nome fu cambiato in Mazda in onore del Dio dell’armonia e dell’intelligenza Ahura Mazda.
Dopo la seconda guerra mondiale cominciò la produzione di macchine e dal 1960 Mazda sviluppò il motore rotante Wankel che divenne il marchio di fabbrica di Mazda anche se continuo’ a produrre anche veicoli con motori tradizionali. Il museo prosegue poi con i modelli prodotti, con un’area completamente dedicata alla Mazda 787B ed alla sua vittoria a LeMans, prima macchina della storia a vincere con un motore rotante.
La parte terminale del museo e’ forse la più’ bella visto che si possono osservare porzioni della catena di montaggio della Mazda. Noi abbiamo visto la parte in cui vengono inserti i motori nella carrozzeria della macchina.
Si conclude poi con alcuni prototipi, futuristici del futuro di Mazda.
Cosa abbiamo imparato al Mazda Museum?
Mazda Wankel Motor: E’ un tipo di motore a combustione alternativo al tradizionale con i cilindri. Fu inventato da Felix Wankel negli anni 50 in Germania e fu perfezionato da Mazda con lo scopo di ottenere un motore più piccolo e assenza di vibrazioni. E’ inoltre composto da molti meno pezzi e quindi più affidabile. Al posto dei cilindri c’è una camera ovale ed un motore triangolare che ruota al suo interno. Durante la rotazione, il rotore modifica il volume delle camere generando in sequenza le operazioni di aspirazione, compressione, combustione e scarico come nei motori a cilindri. I limiti di questo motore sono gli alti consumi (sia di combustibile che di olio di lubrificazione) e all’usura delle guarnizioni sulle punte del rotore, indispensabili per separare le camere.
Catena di montaggio: Nel 1913 Henry Ford ebbe un’idea destinata a rivoluzionare la produzione di macchine (e non solo). Se prima erano gli operai che si muovevano seguendo la produzione, nella catena di montaggio gli operai rimangono fermi ed i semilavorati si muovono su un nastro trasportatore. Questo permette agli operai di eseguire sempre la stessa operazione migliorando in precisione ed in efficienza. In realtà’ il primo vero modello fu introdotto all’Arsenale di Venezia per la costruzione di barche con le navi che si spostavano lungo un canale.
A Ford si deve l’utilizzo della catena di montaggio come procedura standard, con abbattimento dei tempi di produzione.

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