Sede Cidades (Sao Miguel, Portogallo)

Igreja de Sao Nicolau in Sede Cidades

Diario di viaggio: Azzorre e Lisbona – Luglio 2025

Doveva essere uno degli highlights della vacanza, una delle immagine iconiche delle Azzorre. Anche sulla parete del bungalow in cui siamo a dormire c’è’ la foto della passerella di legno con sullo sfondo il cratere vulcanico e le lagune di Sede Cidades.
Purtroppo non abbiamo preso la giornata ideale. Nuvole bassissime ci hanno impedito di vedere dall’alto il panorama. Siamo andati a piedi al Miradouro Grota do Inferno, passando per la Lagoa do Canario ma abbiamo visto poco o niente. Allora siamo scesi sul fondo del cratere, saltando anche il Miradouro vista do Rei (dove si trova il famoso albergo abbandonato, protagonista di tanti post di Instagram). Il paesino di Sede Cidades e’ molto piccolo, si affaccia sulla Lagoa Azul e propone tante attività dalla canoa al trekking.
Quando pero’ risaliamo dall’altra parte del cratere, ci fermiamo al Miradouro da Lomba do Vasco. Da una parte si vede il cratere di Sede Cidades, dall’altra l’Oceano. Percorriamo allora il sentiero che porta al Pico do Faial e che corre proprio sul bordo del cratere. Camminiamo in mezzo a muri di ortensie in fiore.
Sul bordo del cratere ci divertiamo a trovare caches usando l’applicazione geocaching.

Cosa abbiamo imparato a Sede Cidades?

Ortensie: Il nome corretto e’ Hydrangea come venne definita da Linneo nel 1753. Il nome ortensia deriva dal naturalista Commerson che la vide nel 1771 in Madagascar. Sono delle piante legnose arbustive caratterizzate da fiori riuniti in infiorescenze di forma quasi sferica. La maggior part delle Hydrangee hanno fiori di colore bianco ma ce ne possono essere di colore blu, rosa, rosso o viola. Il colore dei fiori dipende dal pH del terreno. Se il terreno e’ acido i fiori sono blu mentre se e’ basico diventano rosati. Sembra che il cambiamento di colore sia dovuto al pigmento del fiore sensibile alla presenza di ioni di alluminio. I fiori sono particolarmente diffusi in Cina e nell’Asia orientale ma oramai sono diffusi anche in Europa a differenti latitudini.

Geocaching: In parole povere e’ una caccia al tesoro degli anni 2000. Il nome deriva dal greco “geo” (terra) e dall’inglese “cache” (nascondiglio, oggetto segreto). Lo scopo del gioco e’ trovare dei contenitori nascosti in giro per il mondo. All’interno del contenitore si trova di solito un logbook (un registro) dove si può’ segnare il ritrovamento; la stessa cosa può essere fatta online sull’App. Tutto nasce del 2000 in USA quando l’amministrazione Clinton rimuove il Selective Ability che disturbava la precisione dei GPS Civili. Un ragazzo americano (Dave Ulmer) ha quindi nascosto un contenitore e ha lasciato le coordinate GPS su una newsgroup. L’idea e’ piaciuta ed altre persone hanno copiato l’idea in USA, poi in America e il 27 Aprile 2001 in Italia (in Sicilia). Si creano pagine web e nel 2000 viene registrato il sito geocaching.


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