
Siamo quasi arrivati alla fine del nostro viaggio. Prima di arrivare a Keflavik, dove passeremo la notte in previsione del volo presto di domani, ci fermiamo a Reykjavik, la capitale dell’Islanda. Il nome derive dalle parole “Reykr” (smoke) e Vik (Bay), probabilmente ispirato dalle sorgenti calde della zona.
Gran parte della Reykjavik moderna e’ stata costruita durante l’occupazione degli alleati in seguito alla occupazione tedesca della Danimarca e della Norvegia nella seconda guerra mondiale.
Parecheggiamo poco lontano dalla Hallgrimskirkja, il simbolo della città’ con la sua facciata che ricorda le colonne di basalto della Raynisfjara Beach. Visitiamo anche l’interno della chiesa. Poi scendiamo verso il centro, percorrendo Skolavördustigur che nella parte terminale ha l’asfalto dipinto coi colori arcobaleno. Arriviamo quasi sul mare, costeggiando la statua di Ingolfur Arnarson (il fondatore di Reykjavik), il palazzo del primo ministro e la Harpa Concert Hall. Vediamo da lontano il Sun Voyager, una statua che rappresenta in stile moderno le antiche barche dei vichinghi. Poi torniamo a Keflavik per l’ultima sera in Islanda.
Cosa abbiamo imparato a Reykjavik?
Capitale: Generalmente e’ la citta’ di una nazione in cui si trovano la sede di governo, le ambasciate. Il termine deriva dal latino “caput” che significava “testa”. Il fatto di stabilire la sede della capitale in un posto fisso e’ una decisione abbastanza recente, nell’Europa medioevale era comune avere delle sedi di governo itineranti. Non tutti i paesi hanno una capitale, l’esempio più famoso e’ quello della Svizzera. Alcuni paesi poi hanno delle situazioni particolari come la Bolivia il cui la capitale sarebbe Sucre, ma tutti i palazzi del governo si trovano a La Paz. Un altro caso curioso e’ quello del SudAfrica dove di fatto ci sono 3 capitali (CapeTown, Johannesburg, Pretoria). Se in passato la scelta della capitale era legata fondamentalmente alla potenza delle città in epoca moderna si tende a scegliere città al centro della nazione anche per motivi di sicurezza (più facile da difendere in caso di attacco nemico).
Occupazione di Reykjavik: Quando la Germania nazista occupo’ la Norvegia e la Danimarca, la paura degli alleati fu che anche l’Islanda sarebbe diventato un territorio tedesco. Per questo, il 10 Maggio 1940, gli inglesi invasero l’Islanda che protestò per la violazione della propria neutralità. Non ci fu resistenza da parte della popolazione. La priorità degli alleati era di andare al consolato tedesco dove il console Gerlach era intento a bruciare molti documenti riservasti, che pero’ furono almeno parzialmente recuperati dagli inglesi.
Gli occupanti inglesi promisero agli islandesi una compensazione per l’invasione. In seguito anche americani e canadesi occuparono l’isola. Gli inglesi costruirono l’aeroporto di Reykjavik (adesso in centro e usato solo per voli domestici) mentre gli americani costruirono quello di Keflavik, tutt’ora usato.

Rispondi