
Delft e’ famosa in tutto il mondo per le sue ceramiche bianche e blu che sono diventate un simbolo di tutta l’Olanda (tanto che KLM le regalava ai viaggiatori di classe Business). Il centro di questi prodotti e’ al Royal Museum di Delft, meta di turisti internazionali.
La storia di questa lavorazione e’ abbastanza bizzarra, dal momento che durante i viaggi in Asia della Compagnia delle Indie, venne saccheggiata una barca portoghese che trasportava delle ceramiche cinesi. Queste vennero vendute a prezzi altissimi e i commercianti olandesi intuirono il potenziale. Inizialmente importarono la ceramica direttamente dalla Cina, ma quando l’importazione divenne più difficile a causa delle guerre, decisero di copiare le ceramiche cinesi.
Cominciò quindi, nei capannoni abbandonati di Delft, uno studio accurato per “copiare” le ceramiche cinesi, cambiando poi progressivamente i decori per renderli più attraenti ai clienti europei ed inventando lo stile attuale. Nel XVII secolo si contavano circa 32 stabilimenti in Delft.
Dopo tantissimi tentativi, la “terra” usata per gli oggetti di Royal Blue e’ stata ottenuta usando Caolino, Quarzo (Silvia) ed alti materiali.
Il tipico colore blu si ottiene solo alla fine del trattamento. Gli artisti dipingono gli oggetti con una vernice nera a base di ossido di cobalto che solo dopo essere esposto ad alte temperature diventa di colore blu.
La parte terminale del Museo, prima del grande shop, e’ dedicata a Delft ed alle industrie che hanno avuto sede a Delft.
Cosa abbiamo imparato al Royal Delft Museum?
Caolino: Si tratta di una roccia clastica costituita da caolinite, un minerale silicatico delle argille. E’ solitamente di colore bianco o grigio chiaro e dato che costa poco vista la sua grande presenza, viene usato in tanti processi industriali. Il primo giacimento europeo fu scoperto nel 1709 da Böttger e questo rese possibile la formulazione della ricetta della porcellana. Il nome deriva dalla regione cinese di Gaoling che già’ nel primo millennio era una delle sedi principali per la produzione di ceramica.
Cobalto: Il numero 27 della tavola periodica e’ parte del gruppo del ferro (con ferro e nichel). Il nome deriva dal greco “Kobalos” che vuol dire folletto. I minatori grechi chiamano “Kobolt” i folletti che facevano trovare loro il cobalto invece che l’argento. In natura si trova in colorazioni biancastre, ma ad altissime temperature può avere una colorazione blu (da cui il blu cobalto). Il blu si ottiene attraverso la sinterizzazione (reazione ad alta temperatura) di monossido di cobalto con ossido di alluminio a 1200 gradi.

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