
Il parco di Clingendael, poco lontano dal centro di Den Haag, racchiude un piccolo giardino giapponese che viene aperto per poche settimane in primavera ed in autunno. Per il resto dell’anno rimane chiuso a pubblico. La presenza e’ abbastanza singolare visto che non ci sono segni di una presenza di comunità giapponesi a Den Haag.
Il motivo risale nei viaggi in Giappone fatti ad inizio XX secolo da Marguerite Mary van Brienen, una delle discendenti del casato dei Van Brienen che furono i padroni del Parco Clingendael dal 1790 al 1939.
Marguérite Mary decise di ricostruire un piccolo giardino giapponesi basandosi sui ricordi dei suoi viaggi e su disegni che fece in Giappone. Porto’ direttamente la Giappone lanterne, pietre ed addirittura la “Tea House” presente nel parco.
Il parco contiene due ponti, una serie di stagni e gran parte della superficie e’ ricoperta di muschio verde che permette di far risaltare le statue di pietra e il tipico colore rosso dei ponti.
Cosa abbiamo imparato al Japanese Garden di Den Haag?
Teahouse: Tradizionalmente in Giappone (ma anche in Cina) le Teahouse sono dei luoghi in cui viene offerto del the ai propri clienti. Nella cultura giapponese esiste una vera e propria cerimonia per bere il the e la struttura e l’architettura delle Teahouses e’ studiata per ottimizzare la meditazione e lo scambio di opinioni e di discussioni intellettuali. Durante il periodo Edo (secoli XV-XVII) le Teahouse venivano anche usate per incontri con le Geishe.
Muschio: In botanica queste piante si chiamano embriofite e si caratterizzano per non avere vasi in cui scorre la linfa. L’assorbimento e il trasporto dell’acqua avviene per capillarità su tutta la superficie della pianta. Proprio la mancanza di vasi linfatici impedisce lo sviluppo in verticale e le piante hanno una altezza solitamente di pochi centimetri. Si trova in tutti i continenti (Antartide compreso!). Il requisito fondamentale è la presenza di acqua o perlomeno di alta umidità

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