Diario di viaggio: Madrid e Andalusia 2023
Forse, insieme alla Alhambra di Cordoba, il simbolo della Andalusia. Il nome ufficiale e’ Cattedrale di Nostra Signora dell’Ascensione di Cordoba ed è’ la sede della Diocesi di Cordoba, ma in realtà questa costruzione nel corso dei secoli è stata una moschea, una fortezza, una chiesa visigota e molto altro.
La costruzione della moschea originaria incomincio verso la fine del 700 e fu successivamente espansa fino al 13imo secolo quando Cordoba fu riconquistata da Re Ferdinando II come parte della Reconquista. La conquista di Cordoba da parte dei cattolici comporto’ la conversione della Moschea in una cattedrale cattolica intitolata a Santa Maria.
Alcune file delle originali colonne della moschea furono abbattute per fare spazio alla Cappella Reale finita nel 1371 e decorata in stile Mudéjar. Tra il 16imo e il 18imo secolo fu aggiunta la Capilla Mayor, costruita al centro dell’originale moschea. Si tratta di fatto di una vera e propria chiesa costruita dentro ad una moschea. A differenza della Cappella Reale, in questo caso le decorazioni sono tipiche della tradizione cristiana e rappresentano dunque un elemento di discontinuità con le decorazioni della tradizione mussulmana.
La decorazione più famosa della Mezquita sono le colonne con archi rossi e bianchi della sala ipostila, dove si radunavano i fedeli mussulmani per la preghiera. Le colonne sono collegate da due file di archi semi-circolari dividendo originariamente lo spazio in 11 navate.
Cosa abbiamo imparato alla Mezquita di Cordoba?
Reconquista: Durante il medioevo, cristiani e mussulmani combatterono più volte per la conquista della Penisola Iberica. Storicamente si fa cominciare la Reconquista con la battaglia di Covadonga del 722 e terminare con la caduta del Regno Nasrid a Granada nel 1492. Soprattutto la parte andalusa della penisola iberica rimase per secoli sotto l’influenza mussulmana e solo con la caduta del Sultano di Granada la Spagna assunse praticamente i confini attuali. Dopo la sconfitta del sultano una serie di editti costrinsero ebrei e mussulmani alla conversione cristiana o alla espulsione.
Sala Ipostila: Una stanza chiusa il cui tetto viene sostenuto da colonne si chiama ipostilo. Il termine sala ipostila deriva dal greco (hypo = sotto, stilo = colonna) ma si applica a costruzioni di altre civiltà. Gli egizi prima e gli architetti di moschee mussulmane poi usarono moltissimo questa tecnica che si può ritrovare oggi in molte costruzioni di stile neoclassico.


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