El Golfo (Yaiza (Lanzarote), Spagna)

A pochi chilometri da Yaiza, dove abbiamo la nostra “base”, si trova il piccolo paesino di El Golfo. Si tratta di un piccolo villaggio di pescatori, oramai pieno di ristoranti di pesce. Fortunatamente non ci sono state costruzioni che hanno devastato il paesaggio per cui si può ancora camminare sulla spiaggia rocciosa in mezzo alle vecchie piccole costruzioni bianche con le persiane verdi o blu.
El Golfo si trova sulla costa più battuta dai venti ed è’ molto vicino al Parco Naturale di Timanfaya, per cui e’ completamente circondato da vecchie colate laviche solidificate. Lasciando il centro abitato da una parte si può percorrere il Sendero del Golfo, un magnifico sentiero in mezzo alla lava. Da qui si possono vedere onde molto grosse infrangersi contro gli scogli di lava.
Per la prima volta vediamo delle onde formare il “tubo”, come si vede solo nei filmati dei surfisti.
Dall’altra parte invece un brevissimo sentiero porta al Charco Verde, una delle attrazioni più famose di tutta l’isola. Si tratta di una piccola laguna verde in mezzo ad una spiaggia nera. Il colore verde e’ dovuto alla presenza di particolari alghe (Ruppia Marítima) e minerali a base di zolfo.

Cosa abbiamo imparato a El Golfo?

Ruppia Maritima: si tratta di una pianta acquatica che, nonostante si chiami “marittima” non e’ una pianta marina. Si tratta di una di quelle piante acquatiche che riescono a sopportare l’acqua salata. Ha la forma di erba ed e’ di colore verde acceso. Il suo nome deriva dal botanista tedesco Ruppius che la studio’ per primo. Forma dei frutti che all’interno hanno dei semi che vengono dispersi nella corrente e che costituiscono sia il sistema per riprodursi della pianta, sia una fonte di cibo per pesci e uccelli.

Tubo (di un’onda): Quando si vedono i surfisti in azione una delle immagini più spettacolari e’ quando passano nel “tubo” dell’onda. Quando le onde arrivano vicino alla costa, l’acqua tende ad innalzarsi. Più ripido e’ il fondale, più alta sarà l’onda. Questo “muro” d’acqua tende poi a collassare mentre avanza verso la costa. La parte superiore dell’onda viaggia più’ velocemente di quella sotto, talmente tanto che “supera” la parte inferiore fino a quando non ha più supporto e “casca” formando il classico tubo.


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