Gur-e Amir (Samarcanda, Uzbekistan)

La prima tappa delle nostra giornata dedicata a Samarcanda e’ al Mausoleo di Tamerlano, che qui viene conosciuto come Amir Timur. In lingua persiana Gur-e Amir significa “tomba del re” ed infatti proprio qui sono sepolti Tamerlano, i suoi figli ed alcuni suoi nipoti tra cui Ulug Beg, dove oggi pomeriggio visiteremo l’osservatorio.
Oltre all’importanza storica per la presenza della tomba di Tamerlano, Gur-e Amir e’ un luogo fondamentale per la architettura azera; si pensa infatti che il Taj Mahal in India sia stato costruito proprio seguendo le idee architettoniche di questo edificio.
La parte più’ antica e’ andata in parte distrutta e solo uno degli originali 4 minareti e’ ancora in piedi.
Il mausoleo vero e proprio e’ una struttura ottagonale coperta da una cupola di colore azzurro. L’interno è costituito da una singola camera le cui pareti sono decorate nella parte inferiore con onice, nella parte superiore con marmi.
Nella camera delle lapidi intarsiate indicano la reale posizione delle tombe che si trovano nella cripta che però non è visitabile.

Cosa abbiamo imparato a Gur-e-Amir?

Amir Timur (Tamerlano): Uno dei personaggi storici più importanti dell’Asia Centrale. Di origine mongola, tra il 1370 e il 1405 conquisto’ gran parte dell’Asia Centrale e formo’ l’Impero Timuride. Nato tra Samarcanda e Bukhara e cresciuto nel mito di Genghis Khan, costituì un impero con capitale Samarcanda, e si spinse fino all’attuale Turchia da una parte ed alle Indie dall’altra.
Non attacco’ mai veramente l’Europa mentre cerco’ invano di attaccare l’impero Ming cinese, ma proprio durante la campagna di Cina mori’ a circa 70 anni.
Nonostante la fama di conquistatore sanguinario, fu sotto il regno di Tamerlano che furono innalzati i meravigliosi palazzi di Samarcanda, dal Registan alla mosche di Bibi Khanum.

Onice: Ci sono vari tipi di onice, quella che abbiamo potuto vedere a Samarcanda e’ l’onice calcarea che è’ composta da Carbonato di Calcio ed e’ di colore verde. E’ il materiale che i latini chiamavano “Marmor Alabastrum” e che veniva usata fin dall’epoca egizia per la costruzione di templi. La sua caratteristica principale e’ di essere traslucido (ossia mezzo trasparente) che permette il passaggio parziale della luce ma non permette di vedere distintamente oggetti dall’altra parte.



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