
Oggi lasciamo per un giorno Napoli ed andiamo a vedere Pompei ed Ercolano. Prendiamo la Cirumvesuviana e da Napoli Centrale arriviamo a Pompei Scavi dove entriamo nella zona archeologica di Pompei. La fama di Pompei dipende dalla grandissima eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo quando una coltre di ceneri e lapilli copri’ completamente la città. Si stima che circa 6 metri di materiale coprirono Pompei lasciando fuori solo le colonne più’ alte e le parti più alte degli edifici. Quella fu la fine di Pompei, ma anche la nascita di uno dei siti archeologici più famosi ed unici al mondo. La cenere del vulcano ha infatti preservato i resti delle case, delle vie, delle botteghe, regalandoci oggi la visione di come doveva essere la vita 2000 anni fa.
Siamo entrati da Porta Marina arrivando al Foro di Pompei, il centro della antica città. Percorriamo poi la via dell’Abbondanza, la più’ famosa di Pompei dove c’erano botteghe e ville e dove ancora oggi si possono vedere i “passaggi pedonali” per collegare i due marciapiedi ai lati, posti ad una distanza tale da permette il passaggio delle carrozze. Siamo poi arrivati all’Orto dei Fuggiaschi, così’ chiamato perché con il Metodo Fiorelli, si sono potuti realizzare calchi che hanno potuto ricostruire le fattezze dei corpi e dei volti delle persone rimaste intrappolate sotto la lava.
Siamo poi arrivati al grande anfiteatro, dove avvenivano gli spettacoli dei gladiatori. Siamo poi passati per il Teatro Grande e le Terme Stabiane (assolutamente da visitare). Prima di uscire siamo passati per il Lupanare di Pompei (una antica casa di appuntamenti).
Purtroppo non siamo riusciti ad andare alla Villa dei Misteri per vedere i suoi spettacolari affreschi, ma in tante botteghe e ville sulla Via dell’Abbondanza abbiamo potuto ammirare disegni, dipinti con il famoso “rosso pompeiano”.
Cosa abbiamo imparato a Pompei?
Metodo Fiorelli: Un metodo semplicissimo ancora oggi in uso che di fatto consiste nella colata di acqua e gesso all’interno di una cavità. Nel caso di Pompei le cavità erano gli spazi occupati dai cadavaeri degli abitanti che una volta decomposti hanno lasciato dei vuoti. Una volta solidificato il gesso, si elimina il materiale che originariamente circondava la cavità e si ottiene il calco finale.
Fiorelli uso’ questa tecnica a meta’ del 1800, oggi la tecnica e’ decisamente migliorata permettendo di scorgere dettagli dei tessuti, dei visi etc.
Rosso pompeiano: Diventato famoso da un film d Fantozzi altro non e’ che il colore rosso che era utilizzato nella antica Pompei per affrescare le case. E’ composto da ossido di ferro (da cui il colore rosso): il Cinabro, da cui si ottiene il Mercurio. A Pompei le case venivano colorate con la tecnica dell’intonaco a cui venivano aggiunte le polveri colorate. La reazione che si creava permetteva di ottenere il rosso. Si pensa che l’eruzione vulcanica ed il conseguente aumento della temperatura causarono una reazione chimica che trasformò l’originale ocra gialla nel rosso acceso che possiamo ancora vedere oggi

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