Museo dei videogiochi (Zoetermeer, Paesi Bassi)

Ancora una volta utilizziamo la Museum Card olandese ed andiamo a visitare una immensa sala giochi. Infatti a Zoetermeer, a pochi km da Den Haag c’e’ un museo dedicato ai videogiochi. Ce ne sono tantissimi dalle nuove PlayStations ai “vecchi videogiochi” di qualche decennio fa. Mentre i miei figli si sono divertiti con simulatori di volo o con giochi di Minecraft, io mi sono dedicato ai vecchi giochi che mi avevano fatto compagnia da bambino, su tutti Burgertime che avevo sulle console Intellevision della Mattel.
E poi tanti altri giochi, dalle olimpiadi di atletica, alle varie versioni di Bubble Bobble, a tanti altri arcade games tutti da provare per divertirsi e fare un salto indietro nel tempo

Cosa abbiamo imparato al Museo dei videogiochi?

Video Game: E’ un dispositivo elettronico collegato ad uno schermo in cui le azioni vengono controllate da un programma e dagli input forniti dal giocatore tramite una periferica (Joystick).
Il primo videogame fu TRIS, nel 1952 sviluppato a Cambridge in una tesi di dottorato. Nel 1961 studenti del MIT crearono Spacewar!, il primo vero VideoGame a scopo ludico. Dagli anni 70 inizio’ il vero boom, ed i videogiochi cominciarono a sostituire i flipper nei bar. Con gli anni 80 la potenza dei computer divenne tanto grande da poter ridurre sensibilmente le dimensioni e con le piattaforme ATARI arrivare nelle case collegandole direttamente ai televisori

Burgertime: Uno dei videogiochi più’ famosi, inventato nell’ 1982 dalla Data East Corporation. Lo scopo del gioco e’ quello di formare degli hamburger facendo cadere gli ingredienti principali (pane, hamburger, lattuga, pomodori e formaggio). Questi vengono fatti cadere da livelli uno sopra l’altro da uno chef (controllato dal Joystick) che deve scappare dai “nemici” che sono cetrioli, salsicce o uova.
In Italia Burgertime fu distribuito dalla piattaforma Intellevision.


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