Caldeira Veilha (Sao Miguel, Portogallo)

Dopo le terme di ieri a Furnas, oggi andiamo a scoprire un’altra area termale dell’isola di Sao Miguel. Si trova sulle pendici del vulcano Fogo che non e’ piu’ attivo dal XVI secolo ma che emette ancora la propria energia scaldando le acque di questo parco. Rispetto alle terme di ieri, Caldeira Veilha e’ più’ selvaggia. La vegetazione cresce rigogliosa e copre interamente le pareti verticali del vulcano estinto. Ci sono alcune pozze termali, 3 realizzate artificialmente tutte alla stessa temperatura ed una piu‘ fredda che viene alimentata da una cascata. Le acque sono ricche di ferro, ed a contatto con l‘ossigeno di formano ossidi di ferro che tingono l‘acqua di un colore arancione. Non sono caldissime anche se molto piacevoli e soprattutto l’ambiente e’ meraviglioso. Ci troviamo in un vero paradiso tropicale dove, grazie a suolo vulcanico ed il clima umido, crescono tante piante tropicali.
Alcune piante sono state introdotte sull‘isola da altri habitat ma qui hanno trovato condizioni ideali per crescere, contribuendo a dare al parco l‘aspetto di giungla preistorica. Molte specie sono originarie dell‘Australia, tra cui l‘incenso che venne introdotto alle Azzorre nel‘ottocento per creare una barriera frangivento naturale (chiamata anche frangivento vivo) per le coltivazioni di arance.

Cosa abbiamo imparato a Caldeira Veilha?

Ossido di ferro: E‘ un composto chimico formato da ossigeno e da ferro, estremamente diffuso in natura e comunemente associato alle ruggine. Il piu‘ famoso è‘ l’ossido ferrico che ha un formula Fe2O3, e‘ di colore rosso ed e‘ uno dei principali fonti per la produzione di acciaio. Esistono pero‘ altri ossidi, come l‘ossido ferroso (FeO, di colore nero) o l‘ossido ferroso-ferrico (Fe3O4, con proprieta‘ magnetiche). L‘ossido ferrico si forma naturalmente quando il ferro e‘ esposto ad acqua e ossigeno. L‘ossigeno e l‘acqua lavorano come agente ossidante „rubando“ gli elettroni al ferro e trasformandolo in idrossido di ferro che poi si disidrata spontaneamente trasformandosi nella comune ruggine.

Frangivento vivo: Il concetto e‘ quello di creare una barriera protettiva contro la forza dei venti usando degli alberi o degli arbusti (per questo si dice „vivo“. E‘ una tecnica conosciuta dall‘antichita‘. Le piante devono essere sempreverdi, a rapida crescita e, come nel caso delle Azzorre, resistenti alla salsedine. Questa facilita‘ a crescere rende queste piante aggressive e spesso pericolose per le piante native.
Vengono disposti come „muri“ e riducono la velocita‘ del vento.


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