La chiesa serbo-ortodossa di Trieste e‘ il simbolo forse piu‘ chiaro della multiculturalita‘ di questa citta‘, iniziata con la proclamazione di Triestre come Porto Franco da Carlo VI nel XVIII. Questo porto‘ tanti commercianti serbi a trasferirsi a Trieste e con loro anche commercianti greci. Nel 1751 l‘Imperatrice Maria Teresa concesse ai greci di fondare una collettivita‘ religiosa e di erigere un tempio. Si formo‘ la comunita‘ greco-serba, che pero‘ si sciolse nel 1781 a seguito delle richieste dei serbi di avere le funzioni religiose anche in lingua serba. Ai serbi rimase il tempio. Nel 1861 venne costruito un nuovo tempio, quello attuale, consacrato nel 1869. L‘edificio e‘ a croce greca con una grande cupola e con chiari riferimenti bizantini.
La chiesa e‘ oggi il centro della comunita‘ serba di Trieste (che conta diverse migliaia di persone) e che si ritrova in occasione della Slava, celebrata annualmente.
Cosa abbiamo imparato alla Chiesa Serbo Ortodossa della Santissima Trinita‘?
Porto Franco: E‘ una zona all‘interno di uno stato in cui si ha l‘esenzione di dazi, tributi o imposte. Storicamente in Italia furono introdotti nel XVIII secolo per aumentare i commerci a Livorno, Trieste, Civitavecchia, Ancona e Messina. In queste zone i materiali possono circolare, essere lavorati, rispediti senza dove pagare le tasse di ingresso in uno stato. Esiste anche la definizione di „porto franco“ in ambito commerciale e delle spedizioni. In questo caso significa che il destinatario non deve pagare nulla al momento della ricezione del pacco dato che le spese di spedizione sono tutte a carico del mittente.
Slava: E‘ una usanza propria della chiesa serbo-ortodossa che celebra il santo protettore di una famiglia. Secondo la religione ortodossa, ogni famiglia ha un santo protettore ereditato di padre in figlio. Durante questa celebrazione (Slava significa „messa“) in chiesa viene fatta circolare una torta caratteristica che viene tagliata e baciata tra tutti i componenti della famiglia che in questo modo ringrazia il Santo protettore per tutti i beni ricevuti durante l‘anno. Nel giorno della Slava il sacerdote asperge le abitazioni con l‘acqua santa e benedice le spighe di grano, in segno di venerazione e memoria dei defunti.


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