Il Castello di Sarvar si trova sulla parte meridionale di Kossuth Square ed e‘ il simbolo della citta‘. Originariamente il castello apparteneva alla famiglia Nadasdy e proprio in questo castello nel 1541 venne stampato il primo libro in Ungheria: il Nuovo Testamento della Bibbia. Successivamente i principi di Baviera diventarono proprietari e Re Ludwig III mori‘ proprio a Sarvar nel 1921, tre anni dopo essere stato deposto. Il castello rimase proprieta‘ della famiglia dei Principi di Baviera fino al 1945 quando venne espropriato. Con l‘arrivo della Armata Rossa e l‘instaurazione di un regime filo-sovietico, tutti i beni dei privati vennero nazionalizzati ed espropriati senza alcuna compensazione. Il Principe Francesco di Baviera fu costretto a fuggire transferendosi nel castello di Leutstetten (in Baviera).
All‘interno del castello ci sono musei tra cui una esibizione legata alla popolazione degli Ussari e rappresenta l‘unico museo europeo completamente destinato a questo popolo.
Attorno al castello c‘e‘ un grande parco pubblico
Cosa abbiamo imparato al Castello di Sarvar?
Ussaro: L‘ussaro e‘ un militare che fa parte di una unita‘ di cavalleria leggera. L‘origine del termine e‘ ungherese (sembra derivi da „husz“ che vuol dire 20, visto che 1 soldato su 20 andava in cavalleria leggera nell‘Ungheria rinascimentale). I primi ussari erano guerrieri serbi che avevano trovato rifugio in Ungheria nel XV secolo. Erano a cavallo ed armati di una lunga spada e di uno scudo e solo successivamente di un elmetto ed usbergo. Re Batory di Polonia (ma di origine ungherese) introdusse queste unita‘ e nel XVII secolo la Polonia poteva contare circa 8000 unita‘ di ussari. Fino al XVIII secolo anche la Francia di Luigi XIII e la Prussia di Federico II usarono reggimenti di ussari
Esproprio: E‘ un atto giuridico in cui si consente alla Pubblica Amministrazione di acquisire la proprieta‘ di un bene privato anche contro la volonta‘ del proprietario. In diritto si chiama espropriazione per pubblica utilita‘ perche‘ teoricamente lo Stato acquisisce la proprieta‘ per esigenze di interesse pubblico.
Il termine e‘ spesso usato anche in termini politici come „espropriazione proletaria“ in cui la sottrazione di beni e‘ per fini politici e non per esigenze di interesse pubblico. Da un punto di vista giuridico l‘esproprio proletario e‘ un furto e quindi un reato. Durante gli anni di piombo in Italia era una procedura usata da gruppi armati come le Brigate Rosse


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